Il cellulare e i bambini: «Servono regole»
I pareri dei modenesi sugli smartphone ai minori di quattordici anni
MODENA. L’utilizzo dei cellulari da parte dei bambini di età inferiore ai 14 anni è un tema molto controverso: può essere considerato utile o dannoso per la crescita di un bambino? Può influire sulla sua personalità? Può essere giusto farlo usare per distrarsi? Come divertirsi altrimenti in situazioni noiose? Per rispondere a queste domande abbiamo raccolto diversi pareri intervistando dei passanti nel centro di Modena.
Vietare oppure no?
Le risposte e le opinioni personali che ci sono state fornite presentano sia differenze che punti di incontro. Abbiamo intervistato tre persone: Luisa, una nonna con due nipoti di 12 e 8 anni, Nino e Biancamaria, con nipoti di 16, 13 e 9 anni. Luisa inizia dicendo che, secondo lei: «Se usato in modo giusto, il cellulare è un modo per velocizzare la comunicazione interpersonale e per avere rapporti sociali, soprattutto in un mondo come il nostro che, inutile nasconderlo, è ormai tecnologico. A me per esempio fa molto piacere che mia nipote di 12 anni sia in grado di mandare messaggi ad amici e familiari».
Secondo Nino invece: «Il telefono sarebbe assolutamente da vietare perché spesso utilizzato in modo improprio dai bambini, ad esempio attraverso l’intelligenza artificiale per fare i compiti. Io allora mi domando: che futuro intellettuale e che cultura avranno le prossime generazioni?». Biancamaria concorda con Nino dicendo: «Io sono contraria di principio perché, siccome è uno strumento molto potente e ricco di ogni opportunità, buone ma anche cattive, ci vuole spirito critico, una capacità che si sviluppa con il tempo nei bambini che non sono ancora in grado di valutare ciò che gli può far bene e ciò che gli può far male».
Può far bene o male?
Altre conseguenze dell’utilizzo del cellulare sono emerse dall’intervista di Biancamaria che aggiunge: «L’uso dei telefoni causa la perdita di enormi quantità di tempo sia al mattino che durante la notte, diventando in tal modo qualcosa di simile alla droga che può influenzare sia i bambini che gli adulti. La necessità di utilizzare il telefono sempre di più causa a sua volta il sovraeccitamento, che può danneggiare la capacità di attenzione di un bimbo, il cui cervello è molto delicato e sensibile. Per esempio, quando è in età scolare e deve prestare concentrazione alla lezione, non ci riesce, perché è abituato alla successione molto veloce di immagini una dietro l’altra e quindi prestare attenzione ad un insegnante che parla diventa una ..fatica enorme».
Meglio stare in compagnia
Sul motivo per cui il telefono sia diventato un’abitudine per distrarsi permessa ai bambini piccoli, Biancamaria e Nino concordano sulle persone da incolpare. Nino riferisce: «Spesso vedo passare carrozzine con i bambini che guardano i cartoni animati, invece di osservare il mondo intorno a loro e la colpa è unicamente del genitore». Biancamaria aggiunge: «I genitori danno al bambino il telefono per distrarsi perché non riescono a controllarlo e si adattano ai suoi capricci, permettendogli di fare qualsiasi cosa e disinteressandosi della crescita del figlio, che non può più contare su qualcuno che lo guidi nel mondo».
Gli intervistati concordano nel dire che la maggiore fonte di divertimento in momenti di noia derivava dallo stare in compagnia. Nino ha risposto: «Giocando con gli amici» e Luisa dicendo: «Da giovane io avevo i libri e mi trovavo in una bella società con la lettura ed il tennis club».
Anche Biancamaria è d’accordo ed aggiunge anche i suoi passatempi quando era da sola: «Non mi trovavo mai in situazioni di noia perché per me la cosa più importante era la compagnia ed il gioco con amici, che era molto più frequente rispetto ad oggi perché la società era più aperta e lasciava più libertà ai bambini dal momento che c’erano meno pericoli come le auto, molto rare. Quando invece ero da sola leggevo, giocavo con le bambole, ai solitari con le carte e praticavo tennis e pallavolo contro il muro».
Ascoltando e confrontandosi con queste diverse opinioni si può concordare che l'esagerazione anche in questo campo non ha conseguenze positive. Le vere domande che ci dovremmo porre sono: davvero dovremmo far utilizzare questo strumento ai nostri figli ancora giovani? O dovremmo aiutarli a crescere con il loro intelletto e intuito, lasciandoli pensare e immaginare nei loro momenti di noia?
*studenti del Liceo Venturi, classe 3R
