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La tragedia

Auto nel fosso e un uomo morto nel torrente Tiepido: mistero a San Damaso

di Manuel Marinelli

	La polizia in stradello Tiepido e l'auto di Beltrami
La polizia in stradello Tiepido e l'auto di Beltrami

Luca Beltrami, 63 anni, risultava scomparso da domenica 1 febbraio: il corpo ritrovato a poca distanza dalla sua macchina incidentata, che ha fatto scattare le ricerche

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MODENA. Un’auto nell’argine, incidentata. Di fianco, nel torrente, un cadavere. È giallo a San Damaso, in stradello Tiepido dove la sera di martedì 3 febbraio un uomo di 63 anni, Luca Beltrami, è stato trovato morto dai polizia locale di Modena e dalla polizia di Stato. La sua auto era lì da domenica, lunedì la famiglia aveva denunciato la scomparsa non vedendolo tornare a casa. Poi nel tardo pomeriggio di martedì, da una segnalazione per un veicolo fuori strada, è emerso il tragico epilogo, dovuto forse ad un malore. Ma i punti interrogativi restano molti.

Cosa è successo

Sono circa le 16.30 quando al numero della polizia locale arriva una chiamata da San Damaso, da quella che è una strada sterrata di campagna che poi si trasforma nel Percorso Natura. «C’è un’auto incidentata nell’argine del Tiepido». Gli agenti partono immediatamente e trovano il mezzo finito fuori strada, contro un albero. Nell’auto, chiusa, non c’è nessuno. Insomma, un mistero. Decidono allora, con il supporto della polizia di stato, di cercare a chi appartiene quella Suzuki Swift blu. E scoprono che il proprietario risulta scomparso da lunedì 2 febbraio. Partono quindi le ricerche nei dintorni. Poco dopo la scoperta: c’è un cadavere nel torrente. Non si sa da quanto sia lì, non si sa come sia finito lì. Immediato l’arrivo dei rinforzi: sul posto arrivano altre pattuglie della polizia di stato, l’automedica del 118, i vigili del fuoco (tra cui i sommozzatori sul furgone con agganciato il gommone) e la scientifica.

Il ritrovamento

Sono circa le 19.30 quando i vigili del fuoco riescono a recuperare il corpo senza vita dal torrente e a riportarlo sulla strada. Poco dopo sul posto arriva anche la famiglia per il riconoscimento. Sono sotto shock. È lui. Sul posto continua a lavorare la scientifica fino a tarda serata, quando le onoranze funebri Gianni Gibellini – intorno alle 20.30 – recuperano il corpo. Non c’è bisogno dell’intervento sul posto del magistrato, il che fa pensare che non si sia trattato di una morte violenta. Ora la salma è stata trasferita in Medicina legale a disposizione per eventuali esami autoptici.

«L’auto lì da domenica»

Stradello Tiepido conta una manciata di abitanti. Uno di loro è stato il primo a lanciare l’allarme domenica sera, quando si è accorto di un’auto finita nel fosso. «Ho notato la macchina con la mia compagna e ho subito avvertito i carabinieri – racconta – Tra l’altro mi sono accorto di alcune strane impronte nel campo a fianco, come se qualcuno avesse tirato dritto senza fare la curva e fosse poi rientrato sulla strada. Credo questa sia la dinamica. È stato fatto un primo sopralluogo, nell’auto non c’era nessuno. Ho pensato fosse stata rubata o qualcosa di simile. Poi, lunedì, tutto tranquillo». Per l’uomo è stata una grande sorpresa vedere tutti quei lampeggianti accesi e la strada bloccata quando è tornato da lavoro: «Ho chiesto cosa fosse successo, mi hanno detto dell’auto nel fosso e che sarei dovuto tornare a casa a piedi, lasciando la macchina sul lato della carreggiata. Non avrei mai pensato a una cosa simile».

Malore o incidente?

Il corpo pare non presentasse segni di violenza. Cosa, quindi, ha provocato la morte di Beltrami? Forse un malore alla guida e poi la caduta fatale mentre cercava di uscire dal mezzo e tornare sulla strada? O forse il malore, il 63enne, lo ha accusato dopo essere sceso dall’auto? Finendo così per cadere nel torrente. Solo le indagini potranno permettere di far luce su quello che, ad oggi, è un mistero ma su cui la famiglia in primis vuole fare chiarezza, per sapere cosa ha portato alla morte il loro caro.

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