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Maserati, il bilancio nero di Stellantis certifica un 2025 orribile

di Giovanni Medici

	La sede di Maserati
La sede di Maserati

Ricavi giù del 30% così come le consegne di nuove vetture

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MODENA. I dati del bilancio 2025 di Stellantis, presentati ieri – 26 febbraio -, confermano il momento difficile della Maserati. L’anno scorso il Tridente ha infatti visto calare i ricavi del 30,1%, a 726 milioni di euro, contro i 1,04 miliardi del 2024. Il risultato operativo è sì migliorato, ma rimanendo negativo per 198 milioni (260 nel 2024). Le consegne di nuove vetture sono scese del 30%, a 7.900 unità, da 11.300, ai livelli di quindici anni fa.

Stellantis ottimista

La società ha segnalato una riduzione dei costi di ricerca e sviluppo e di quelli di ammortamento delle attività precedentemente svalutate, cosa in parte compensata dalla diminuzione dei prezzi netti in Nord America. Il calo dei volumi sarebbe dovuto alla riduzione del portafoglio prodotti, ai dazi statunitensi e alla minore domanda di prodotti di lusso in Cina. Tuttavia Stellantis si dice ottimista sul futuro di Maserati: si discuterà anche di questo alla presentazione del piano industriale del gruppo, il prossimo 21 maggio. I dirigenti del marchio hanno ripetuto nei mesi scorsi di essere fiduciosi nel rilancio a partire proprio dal 2026. Indispensabile appare il riposizionamento del Tridente, che ha pagato la scelta del ‘full electric’ e i tanti investimenti fatti negli anni scorsi per i motori della gamma Folgore. La rivista CarsDirect ha segnalato nei giorni scorsi offerte super-attraenti negli Usa per i modelli ‘alla spina’ della Maserati, con ribassi dai 40 agli 85 mila dollari.

I sindacati

«Confidiamo – spiegano Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcfr in una nota comune - che il lavoro del nuovo amministratore delegato, Antonio Filosa, possa al più presto risollevare le sorti del gruppo, come sembrano attestare i primi segnali di miglioramento colti a fine 2025. Ci auguriamo inoltre che l’Unione Europea sia capace di ammettere gli errori commessi nel regolamentare la transizione all’elettrico, errori che hanno innescato nel settore automotive una crisi senza precedenti. Chiediamo a Stellantis di puntare con decisione sui modelli ibridi e di allocarli in tutte le fabbriche italiane». Nello stabilimento di Modena sono state prodotte l’anno scorso appena circa 200 vetture, con una flessione del -23,1% rispetto al 2024. Nel corso dell’anno, il Contratto di Solidarietà ha coinvolto 214 lavoratori, con un utilizzo medio intorno al 50%.

Il centenario dalla nascita del logo

A partire da novembre, l’assemblaggio dei modelli GranTurismo e GranCabrio è tornato in via Ciro Menotti lasciando Mirafiori, una boccata d’ossigeno per le maestranze. Ha poi aperto nei mesi scorsi Bottega Fuoriserie, l’atelier per la personalizzazione delle vetture dei clienti. Per Maserati questo sarà comunque un anno speciale. Il 2026 coincide infatti con il centenario della nascita dell’iconico logo, ispirato alla Fontana del Nettuno di Bologna, e anche con il centenario dell’esordio della casa nel mondo delle corse, con la Tipo 26. Proprio il 5 marzo prossimo la Collezione Umberto Panini di Marzaglia mostrerà al pubblico questo storico modello, di sua proprietà.