Daniela Ruggi, serve un bando per svuotare la torre di Pignone e cercare altri resti
Nel rudere di Vitriola si cercano altre tracce della ragazza scomparsa nel 2024 dopo il ritrovamento del teschio. La Procura di Modena seleziona l’impresa, il Genio dovrà aprire una strada per gru e mezzi pesanti
MONTEFIORINO. Rischiano di allungarsi di qualche settimana, se non addirittura di qualche mese, i tempi per il completamento delle operazioni di ricerca dei resti di Daniela Ruggi, la ragazza di Montefiorino scomparsa nel settembre 2024 in circostanze misteriose, sulla cui sorte è stata aperta un’inchiesta con l’ipotesi di reato di omicidio. Tutto porta alla Torre di Pignone, un edificio diroccato in una zona boschiva di Vitriola.
I resti ritrovati
A gennaio si è accertato che il teschio ritrovato lì da alcuni escursionisti è della giovane e ulteriori verifiche, condotte con un “cane da cadavere”, hanno dato esito positivo. Ma a causa delle condizioni della torre, pericolante, con tetto e piani interni crollati, non è possibile procedere alle ricerche e al recupero del corpo, probabilmente sepolto da travi e macerie. È necessario mettere in sicurezza il rudere e intervenire con gru o mezzi meccanici.
Serve un bando
L’intera operazione è complessa per un paio di ragioni: innanzitutto perché la torre si trova in una zona servita solo da uno sterrato: per permettere ai mezzi pesanti di raggiungere la torre sarà necessario aprire una strada, provvisoria, operazione che dovrebbe essere affidata agli esperti del Genio. In secondo luogo, occorrerà vuotare la torre dai detriti, rimuovendoli dall’alto (la torre medievale non può essere demolita). Una “bonifica” complessa, dai costi elevati. Per questo la Procura non potrà procedere per affidamento diretto dei lavori, ma deve aprire un bando per selezionare l’impresa che porterà a termine las rimozione delle macerie. Un iter che inevitabilmente allungherà i tempi di intervento e di recupero dei resti.
