Lo spirito dei “treni della felicità” nel gemellaggio tra Modena e Napoli
Da oggi a sabato alcuni studenti dell’Ic 9 saranno ospiti dei coetanei partenopei dell’Istitituto De Amicis-Baracca. L’iniziativa trae ispirazione dalla storia di Luciana Viviani, che contribuì a creare una rete di solidarietà capasce di salvare dalla miseria oltre 70mila “figli del Sud”
MODENA. Modena e Napoli si incontrano in un progetto di memoria, solidarietà e speranza. Alcuni studenti dell’Istituto Comprensivo 9, guidato dalla dirigente Silvia Zetti, raggiungono i coetanei dell’Istituto De Amicis-Baracca di Napoli. Da oggi a sabato vivranno un’esperienza fatta di cinema, accoglienza, collaborazione, pace e rispetto.
La storia dei “treni della felicità”
Ideali sottolineati da sindaco di Modena Massimo Mezzetti: «Sono felice di essere testimone di questa esperienza. Il progetto all’origine dui questa iniziativa si ispira alla storia dei “Treni della felicità” e a Luciana Viviani, partigiana napoletana e tra le prime deputate, che tra il ’45 e il ’47 contribuì a creare una rete di solidarietà di cui siamo orgogliosi. Il Pci e l’Unione Donne Italiane accolsero tra Modena, Reggio Emilia e Bologna oltre 70mila "figli del Sud", salvandoli dalla miseria. Oggi, a distanza di ottant’anni, sono i napoletani ad accogliere i modenesi. L’accoglienza rompe il diaframma dell’egoismo che spesso segna la società. Modena è capitale del volontariato e riportare questo percorso significa rivivere la storia». A raccontare l’emozione è l’assessora alle politiche educative di Modena, Federica Venturelli: «I “Treni della felicità” sono parte della nostra identità. Una straordinaria storia di solidarietà, anche grazie al lavoro dell’Udi. Nel dopoguerra Modena non era ricca, ma i cittadini sapevano che dove c’era posto per cinque, c’era anche per altri. Non è solo conoscere la storia, ma capire come aiutare gli altri, come hanno fatto i nostri nonni».
Un ponte tra Nord e Sud
Parole che si legano a quelle della dirigente scolastica Silvia Zetti: «Abbiamo aderito subito, percependo il cuore pulsante di Napoli. Vogliamo trasmettere questi valori, seminando solidarietà. In un mondo segnato da conflitti, crediamo nelle relazioni: questa è la nostra idea di educazione. Dobbiamo essere portatori di pace». Entusiasti anche Diego Belliazzi, dirigente del De Amicis-Baracca, e le assessore del Comune di Napoli Maura Striano e Chiara Marciani. Sull’esempio di Modena, Napoli aspira a diventare capitale del volontariato, confermando l’accoglienza come tratto distintivo della cultura partenopea. Questo è solo il primo di altri progetti. La chiusa del regista Francesco Domenico D’Auria rivela l’unicità dell’iniziativa che unirà Modena e Napoli: «È un viaggio sulla "riconoscenza" per consolidare un ponte tra Nord e Sud. Fare un “incontro con l’altro” farà capire che le distanze geografiche sono solo delle linee. - spiega - I ragazzi si sentono profondamente italiani, quindi hanno la consapevolezza di essere cittadini europei. Vogliamo valorizzare ciò. Faremo un’indagine visiva sulla solidarietà e il superamento dei pregiudizi, rendendo un’attività scolastica, una missione attiva. Con il cinema dell’osservazione racconteremo, attraverso la storia di una donna, una vicenda di accoglienza che ha generato la nostra storia universale».
