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Neve di primavera, l’Appennino si risveglia imbiancato e il traffico va in tilt: disagi e incidenti

di Daniele Montanari

	La nevicata in Appennino
La nevicata in Appennino

Dai 30 centimetri di Serramazzoni, dove sono rimaste chiuse le scuole, ai 50 del Passo delle Radici. Chiamata a sorpresa per gli spalatori: di notte hanno dovuto rimontare le lame sui trattori

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PAVULLO. Così non se l’aspettava nessuno. Si sapeva che nella primavera appena iniziata avrebbe fatto irruzione un vortice artico che poteva portare anche neve. Ma non si pensava certo così tanta. Le primule dei campi sono state sommerse nella notte tra martedì 24 e mercoledì 25 maggio da una fitta neve che ha portato dai 30 centimetri di Serramazzoni ai 50 del Passo delle Radici, a Frassinoro.

Disagi in strada, tra rami caduti e incidenti

Neve pesante, che ha portato alla rottura di rami, caduti anche sulla strada. E che ha condotto anche a diversi incidenti, anche se per fortuna senza gravi conseguenze. A sorpresa, sono dovuti tornare a uscire dappertutto i mezzi spartineve. Le criticità sono state soprattutto nelle primissime ore della giornata, col riattivarsi del traffico pendolare. A Serramazzoni si è deciso di tenere chiuse le scuole, per garantire la sicurezza dei bambini in uno scenario abbastanza difficile. Già dalle 9 però ovunque era garantita la percorribilità, pur con prudenza, grazie all’ottimo lavoro “fuori stagione” degli spalatori. «Rivolgiamo loro un grazie sentito – sottolinea da Serra il sindaco Simona Ferrari – per la prontezza dell’intervento». Un ringraziamento anche da Pavullo, dall’assessore Massimo Vallicelli: «Nella notte è stato fatto un lavoro straordinario. Una nevicata improvvisa, due giorni fa c’erano 15 gradi. Eppure si sono alzati nel mezzo della notte, in tanti hanno dovuto rimontare le pale che avevano già smontato, e sono andati a lavorare su strade rese ancora più difficili da alberi non potati e auto parcheggiate ovunque. Hanno fatto di tutto per garantire sicurezza a tutti noi».

Il timore delle gelate

Adesso i timori sono soprattutto per il rischio gelate: nei prossimi giorni è previsto sereno e temperature sotto la media del periodo. Ma secondo le ultime proiezioni, almeno nel basso Frignano non si dovrebbe scendere sotto lo zero. Nelle zone di crinale invece sì. Coldiretti, nel sottolineare il fondamentale apporto che hanno dato gli agricoltori nell’emergenza, rimontando di notte le lame sui trattori, esprime preoccupazione per i rischi a cui vanno incontro le coltivazioni: «Ad allarmare principalmente gli agricoltori – si sottolinea in una nota – è il previsto abbassamento delle temperature, con possibili gelate che potrebbero danneggiare i fiori e le prime fasi di formazione dei frutti, con pesanti effetti sui prossimi raccolti. In pianura si sono già registrati danni da vento sui frutteti in piena fioritura».

Il Cimone sorride: si continua a sciare

Chi sorride invece è il Cimone, dove con la nuova neve arrivata si è certi di poter giungere a Pasquetta con le piste ancora in perfette condizioni. Ma prima, questo weekend, che con il sole si annuncia splendido sugli sci.

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