Gazzetta di Modena

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La tragedia

Incidente sul lavoro in un deposito di auto a Baggiovara: morto Nicolae Oprea, operaio di 54 anni

di Stefania Piscitello

	Nicolae Oprea
Nicolae Oprea

La tragedia si è verificata in via Stradella: la vittima è rimasta schiacciata da un furgone che stava caricando sul carroattrezzi

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MODENA. Quando è stato dato l’allarme era già troppo tardi. Il tempestivo intervento del personale sanitario è stato inutile: Nicolae Oprea, 54 anni, era già morto, dopo essere rimasto schiacciato tra due mezzi mentre lavorava. È successo nel pomeriggio di lunedì 13 aprile a Baggiovara, in via Stradella. La tragedia sul lavoro è avvenuta intorno alle 16; della dinamica se ne occuperà la Medicina del Lavoro dell’Ausl, intervenuta sul posto insieme ai carabinieri.

Cosa è successo

Siamo in via Stradella, all’altezza del civico 297. Un’area in cui si trovano diverse attività, tra cui il deposito di Righetti Autodemolizioni, per cui Nicolae lavorava. Di origine rumena, il 54enne abitava in città e nell’ambiente delle autodemolizioni era un volto conosciuto e stimato. L’infortunio è avvenuto in una sorta di piazzale adibito a deposito in cui, tra gli altri, vengono portati anche i mezzi sottoposti a sequestro per vari motivi: dopo incidenti stradali, o perché per esempio tasselli importanti ai fini di indagini o perché senza assicurazione. Un elemento importante questo da considerare: sì, perché l’area in questione è circondata da telecamere che con ogni probabilità forniranno un contributo decisivo per chiarire cosa sia avvenuto.

La ricostruzione

I carabinieri intervenuti sul posto hanno acquisito le immagini della videosorveglianza. Secondo quanto ricostruito, il 54enne era impegnato nel riposizionamento di un furgone caricato su un carroattrezzi per trasportarlo altrove. Poi tutto è successo in un attimo: durante quelle operazioni, manovre che Nicolae aveva già fatto chissà quante altre volte, il 54enne è rimasto schiacciato tra il furgone e un’altra macchina che era parcheggiata lateralmente. Una dinamica naturalmente ancora al vaglio degli operatori intervenuti sul posto. Il 54enne è rimasto lì, finché – forse perché non rispondeva al telefono – qualcuno è andato a controllare, trovandosi di fronte al corpo fra i due mezzi.

I soccorsi

A quel punto è scattato l’allarme e la tranquillità di via Stradella è stata interrotta dal sopraggiungere di numerosi mezzi di soccorso. Automedica, ambulanza, vigili del fuoco chiamati per aiutare a liberare il corpo. E poi carabinieri della stazione di San Damaso e operatori della medicina del lavoro dell’Ausl. Purtroppo però le ferite riportate dal 54enne erano troppo pesanti: il personale sanitario non ha potuto fare altro che costatarne il decesso. In via Stradella sono arrivate anche le onoranze funebri di Gianni Gibellini. Il recupero della salma, però, non è stato immediato: è stato necessario prima completare tutti i rilievi di legge, con il supporto anche delle immagini della videosorveglianza che potrebbero avere immortalato il momento della tragedia.

La testimonianza

L’area compresa nel numero civico della tragedia ospita diverse attività. Un continuo viavai a qualsiasi ora del giorno, un viavai fatto di lavoratori, di operai che si conoscono l’uno con l’altro. Quando è scattato l’allarme, anche titolari e dipendenti delle aziende limitrofe si sono preoccupati. Tra questi, Flamur Gjondedaj, titolare della Intonaci F.G.: «Nelle giornate normali – spiega – qui passano spesso forze dell’ordine, perché in quello spazio sono custoditi veicoli sottoposti a sequestro. Quindi se vediamo auto dei carabinieri non ci facciamo caso». Ieri – 13 aprile - però è successo qualcosa di diverso: «Quando sono arrivati i vigili del fuoco e l’ambulanza ci siamo preoccupati: abbiamo capito che era successo qualcosa di grave, e allora abbiamo cercato di capire. Quando abbiamo saputo che un operaio è morto sul lavoro ci siamo commossi: qui di vista ci conosciamo tutti. Siamo tutti lavoratori, poi durante il giorno magari ci si saluta da lontano, non ci si fa caso. È stata una tragedia, ci dispiace tantissimo».

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