I paperoni a Modena? Castelnuovo rimane il comune più ricco – TUTTI I REDDITI
In città redditi medi annui che arrivano a 31.390 euro. L’andamento nelle zone della provincia
MODENA. Redditi in crescita anche in Emilia Romagna, regione che si conferma tra le regioni più ricche della penisola. E anche Modena non se la passa male visto che nel capoluogo i redditi medi annui arrivano a 31390 euro (lordi) e a Castelnuovo Rangone ancora più su, a quota 32618.
In regione
Ma in tutti i comuni modenesi, chi più chi meno, i redditi crescono più della inflazione attestata e, secondo l’analisi della società di consulenza Excellera che ha elaborato gli ultimi dati del ministero dell’Economia e delle Finanze relativi alle dichiarazioni 2025 per l’anno d’imposta 2024, è questa la vera novità dell’anno. Secondo gli analisti, infatti, è la prima volta dopi anni che si registra una crescita abbastanza diffusa dei redditi con dato superiore all’inflazione, ferma all’1,1%, situazione che determina quindi un aumento reale del potere d’acquisto delle famiglie italiane. A livello nazionale il reddito complessivo medio pro capite secondo l’ultimo dato del Mef ha raggiunto nel 2024 quota 25.125 euro, con un incremento del 4,1% sull’anno precedente. Tornando alla nostra regione va detto che sale al terzo posto assoluto per reddito medio pro capite con 27.434 euro, in aumento del 3,7% rispetto all’anno precedente, dato peggiore solo nei confronti di Lombardia e Trentino-Alto Adige storicamente nelle prime posizioni. A trainare il dato regionale è soprattutto la provincia di Bologna che con 29.933 euro medi dichiarati dalle persone fisiche si piazza seconda in Italia tra le province, dietro soltanto a quella di Milano mentre se guardiamo ai capoluoghi di provincia dove si sta meglio i dati confermano la città metropolitana di Bologna al quinto posto nazionale con un reddito medio di 32.302 euro, in crescita del 4,2% rispetto al 2023 mentre Parma segue a ruota o quasi con 31.534.
Nel Modenese
Anche la provincia di Modena - pur non potendo vantare i primissimi posti citati - si mantiene stabilmente tra le aree economicamente più solide del Paese, sostenuta da un tessuto produttivo che continua a garantire livelli reddituali superiori alla media italiana anche se con i distinguo che nella pagina accanto rilevano gli esperti. Di Modena e Castelnuovo si è detto, ma rimandando alla tabella con i dati completi comune per comune si può aggiungere che il territorio che ha visto la crescita maggiore dei redditi è stato Lama Mocogno con il 6,2% seguito da Palagano e Nonantola con il 5,6%. Ma come detto tutti i comuni modenesi crescono, anche se lo fanno meno Frassinoro (1,4%) e Prignano (1,1%). La crescita registrata a Modena e in Emilia Romagna, comunque, riflette la capacità del sistema manifatturiero regionale di reggere le tensioni economiche degli ultimi anni tra rincari energetici, inflazione e costante erosione dei potere d’acquisto di salari e pensioni. Se nel complesso i dati confermano il ruolo regionale di locomotiva economica italiana va ricordato che siamo appunto dentro a una notizia positiva che comunque occorrerà vedere se si stabilizzerà o meno.
L’analisi di Excellera
L’analisi di Excellera evidenzia anche il permanere di profonde disuguaglianze sociali e territoriali, poiché solo il 6% dei contribuenti italiani dichiara oltre 55mila euro l’anno mentre circa un terzo si ferma sotto i 15mila euro. Ma anche qui la realtà è a due facce visto che parrebbe esserci almeno la ripresa della classe media - quella che da sempre paga tasse e tiene a galla il Paese - visto che cresce la fascia intermedia compresa tra 26mila e 55mila euro di reddito annui (dal 28,2% si passa al 31,1% del totale contribuenti). «Diversamente da quanto accaduto negli ultimi anni la crescita dei redditi supera l’inflazione - spiega Aldo Cristadoro di Excellera - redistribuendo risorse reali nelle tasche degli italiani: è un segnale concreto di inversione che non va sottovalutato. Va detto che tale segnale lenisce solo parzialmente le tre fratture strutturali del Paese, quella di genere tra uomo e donna, quella geografica tra nord e sud e quella territoriale tra centro e periferia, che restano sostanzialmente invariate. Tutto ciò è confermato dal Barometro Excellera che sonda gli orientamenti degli italiani: le ultime analisi fatte confermano che la strada è ancora lunga: il 17% dei cittadini, infatti, dichiara difficoltà a sostenere le spese correnti e il 38% vive in un equilibrio precario. Solo il 45% si sente finanziariamente tranquillo. Prima che tutto ciò si traduca in benessere diffuso servirà dunque che il trend si consolidi nel tempo».l
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