Notte di paura al parco Amendola di Modena. Crolla un pioppo vicino alle case
I residenti: «Alberi che cadono all’improvviso e rami killer. Si rischia la tragedia. Ora basta, vogliamo risposte. Serve un piano di manutenzione serio e continuo»
MODENA. «Al parco Amendola aspettiamo la tragedia. Cosa dobbiamo dire o fare per far capire che ci può davvero scappare un morto? Qui il pericolo è reale e giornaliero». È questo il grido di aiuto che una residente di via Coppi scrive sul gruppo Facebook “Noi del parco Amendola”, dopo che nella serata di mercoledì un enorme pioppo di oltre 20 metri, apparentemente in piena salute, si è improvvisamente accasciato al suolo, facendo tremare la terra e spaventando con il suo tonfo i residenti delle vicine via Zurlini e via Coppi. L’albero gigante è caduto peraltro a pochi passi dalle abitazioni.
Il racconto
«Tanti di noi stavano già riposando, quando improvvisamente abbiamo sentito un tonfo pazzesco che ha fatto tremare il suolo - raccontano - ci siamo affacciati alla finestre e con angoscia e immensa tristezza abbiamo capito cosa era successo. Nella sfortuna, fortunatamente, non passava nessuno in quell’area in quel momento, ma se fosse caduto in pieno giorno il rischio di una tragedia sarebbe stato davvero molto elevato. In quell’angolo di parco, vicino alle case, giocano spesso bambini o camminano persone. L’albero si è accasciato verso il parco, ma vista la sua altezza, se fosse caduto sulle abitazioni, sicuramente i danni sarebbero stati davvero considerevoli».
Quello che stupisce e che ha spinto i residenti a voler fare richiesta al Comune di avere al più presto una consulenza geologica e sentire il parere di un arboricoltore è il fatto che il pioppo si sia sradicato improvvisamente, facendo emergere le radici in superficie, spezzandosi vicino alla base del tronco. «È il secondo pioppo che si spezza nello stesso modo nell’arco di un anno- aggiungono i residenti - un altro, a soli 50 metri da qui, si è spezzato improvvisamente su una panchina, distruggendola. Prepariamo ci ad una strage di alberi - concludono- noi vogliamo capire meglio cosa sta succedendo perché abbiamo notato che negli ultimi anni alcuni alberi si sono completamente seccati. L’impressione è che siano assetati, ma servono persone esperte che ci studino. Noi possiamo solo costatare che la situazione è peggiorata da quando è stato scavato il sottopassaggio di via Panni e di conseguenza prosciugata costantemente la falda acquifera sotto il parco».
La preoccupazione
Ma nel bel polmone verde progettato dai celeberrimi architetti modenesi Cesare Leonardi e Franca Stagi e considerato un capolavoro del paesaggismo moderno nonché un esempio internazionale di integrazione tra architettura, natura e vita urbana, sono in caduta libera anche moltissimi rami che pesano quintali, alcuni dei quali appartengono a piante secolari. «Sono pericolosissimi, uno di questi è caduto a pochi passi dalla scuola Pisano, non lontano dall’area giochi e in prossimità di un camminamento- informa un papà che ha i figli alla primaria - avevamo segnalato in Comune non più di una settimana fa, ma non sembra si stiano facendo interventi. In ogni caso sono anni che non vediamo effettuare potature agli alberi del parco e alcuni sono cresciuti a dismisura diventando così grossi e pesanti da essere ormai una minaccia per chi ci cammina sotto».
Un altro enorme ramo si è spezzato per metà anche lungo un camminamento interno al parco, in prossimità della zona più a sud, vicino al camminamento che sale lungo una delle collinette.
E così, camminando in uno dei parchi più belli e popolati della città (il 25 Aprile, grazie alle belle iniziative proposte dal Loving Amendola, sono state più di 10 mila le persone che in quella giornata si sono recate nella grande area verde), facendosi strada nell’erba alta, si notano numerosi alberi in sofferenza, alcuni pericolosamente inclinati e altrettanti ormai secchi. «Serve un vero piano di manutenzione - tuonano i residenti e i frequentatori- che comprenda potature e cura del verde. Sebbene si sappia che gli alberi abbiano un tempo di vita propria, servono spiegazioni plausibili per quanto sta accadendo».
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