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Il dolore

Salim El Koudri, la sorella in lacrime: «Ogni pensiero ai feriti e a chi ha vissuto questo incubo»


	Salim El Koudri ha travolto 8 persone entrando con l'auto in centro a tutta velocità
Salim El Koudri ha travolto 8 persone entrando con l'auto in centro a tutta velocità

Le parole in un messaggio audio diffuso dall’avvocato Fausto Gianelli: «Andremo a trovarlo, non so quando e nemmeno se avrò il coraggio di guardarlo negli occhi»

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MODENA. «È difficile, è impossibile trovare delle parole giuste. Ci dispiace, ma non è neanche la parola giusta. Non esiste una parola che possa descrivere quanto ci dispiace. Ogni pensiero è rivolto ai feriti, alle loro famiglie e a chiunque abbia assistito all’incubo di sabato. E pensare che l’abbia causato mio fratello… è per questo che non riesco a trovare parole». A parlare è la sorella di Salim El Koudri, che con voce spezzata prova a trovare parole davanti a quanto accaduto sabato scorso, quando il fratello si è lanciato con la sua auto sulla folla a Modena ferendo otto persone, in un audio diffuso dal legale difensore, l’avvocato Fausto Gianelli.

L’incredulità

La giovane non nasconde lo smarrimento davanti a un gesto che dice di non riuscire ancora a comprendere. «Non possiamo neanche smettere di volergli bene. Andremo a trovarlo, sì, ma non sappiamo quando. Non so neanche se riuscirò a guardarlo negli occhi. Mai, mai, mai nella mia vita avrei immaginato una cosa del genere. Nessuno di noi». Nel racconto emerge l’immagine di un ragazzo considerato da tutti irreprensibile. «È sempre stato bravo, il primo della classe. Studioso, preciso, ordinato, sempre pulito, anche in camera sua. Era lo studente e il figlio perfetto». Solo negli ultimi mesi qualcosa sembrava essere cambiato. «Lo vedevamo diverso, combattuto. Ma pensavamo fosse il dispiacere di non trovare lavoro a trent’anni. Mai avremmo pensato a una cosa del genere».

Il dolore

La sorella ripercorre una vita familiare normale, senza conflitti né segnali evidenti di pericolo. «Siamo cresciuti insieme, non abbiamo mai avuto problemi con nessuno, con i vicini o con altre persone. Stavamo bene. Non capisco cosa sia successo». Il dolore, e il pensiero della sorella però, è rivolto soprattutto alle vittime. «Non facciamo altro che pensare alla signora che non potrà più camminare, alle famiglie distrutte, ma anche alle persone che hanno assistito. È orribile». E conclude: «Dire “mi dispiace” non sarà mai abbastanza. Mai, mai, mai».

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