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La manifestazione

«Uniti contro odio e paura»: in 300 a Modena al presidio antifascista

di Maria Sofia Vitetta
«Uniti contro odio e paura»: in 300 a Modena al presidio antifascista

La manifestazione in largo Aldo Moro dopo la strage di El Koudri in via Emilia centro: «Non si specula sul dolore per creare consenso»

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MODENA. Modena non è quella che avrebbe manifestato in piazzale Risorgimento poco meno di un’ora dopo. Oltre trecento cittadini hanno preso le distanze radunandosi al presidio antifascista convocato nel tardo pomeriggio di ieri. Nel corso degli interventi è stato detto senza mezzi termini: “Non siete i benvenuti. Non accettiamo chi usa il dolore per creare consenso”. Il presidio organizzato ieri nel tardo pomeriggio da Cgil insieme alle forze democratiche antifasciste in Largo Aldo Moro, davanti all’Istituto Corni, ha anticipato l’arrivo di Forza Nuova, respingendo la posizione assunta dal partito di estrema destra a favore del blocco dell’immigrazione e del rimpatrio degli immigrati. Dopo quanto accaduto lo scorso sabato, quando il gesto di Salim El Koudri ha causato attimi di paura e violenza in via Emilia, le parole nei confronti di chi si sarebbe posizionato sull’altro lato della scacchiera sono state dure: “signori venuti per liberare la città dagli invasori”, “canaglie neofasciste”, “venditori di terrore”. «Vogliamo continuare a dare un segnale di unità, respingendo chi arriva da fuori per propagandare l'odio razziale e la violenza», ha commentato Alessandro De Nicola, segretario generale della Cgil di Modena. Membri di associazioni, partiti e altre realtà del territorio hanno scelto di lasciare un messaggio di solidarietà a una cittadinanza ferita e ancora scossa, quello di restare uniti. Come è accaduto domenica, quando Piazza Grande ha accolto più di cinquemila cittadini in un abbraccio collettivo, di sostegno e di forza. «Abbiamo dato una grande risposta basata sulla giustizia, la legalità, la fermezza. Bisogna continuare nel solco di tali valori. Non abbiamo bisogno di questi personaggi, che hanno una condanna per aver assaltato la sede della Cgil a Roma nel 2021. Siano allontanati». I modenesi hanno partecipato a questo momento di fratellanza per sostenere che “non c’è tempo per lo sciacallaggio”. «Meloni ci ha detto che bisogna superare le divisioni politiche di fronte a qualcosa di più importante che è la nostra gente. Evidentemente qui a Modena il messaggio non è arrivato ai componenti dei Fratelli d'Italia, perché hanno scelto di non partecipare alla piazza di domenica», ha affermato Diego Lenzini, segretario cittadino del Pd, sottolineando la necessità di non strumentalizzare i fatti o di trasformarli in occasioni di propaganda. «Abbiamo visto il nostro sistema di pronto intervento entrare in azione in pochi minuti e i modenesi, indipendentemente dalle origini, non voltarsi dall'altra parte, ma fermare la persona che ha compiuto questo atto folle». I presenti si sono espressi all’unisono: in questa circostanza la risposta deve essere la coesione, priva di scontri ideologici. «Questa manifestazione nasce per ribadire la Modena che noi vogliamo riaffermare. Chi invece fa una contromanifestazione - perché tale è - sono quelli che di paura, violenza e odio fanno la loro specialità. Come 100 anni fa contro gli ebrei, oggi contro gli immigrati». A ribadirlo è stato Vanni Bulgarelli, presidente provinciale dell'Anpi di Modena, ricordando anche gli anni in cui l’Italia è stata segnata dal terrorismo nero e da quello delle Brigate Rosse. «Siamo il paese che di più ha sofferto per questo, non vogliamo averne altro. Dobbiamo distinguere tra la giusta e corretta azione, soprattutto investigativa, che spetta agli apparati del governo, per assicurare la libertà e la sicurezza dei cittadini, da una fomentazione di odi privi di fondamento». L’idea di respingere lo straniero oltre le frontiere italiane, di revocare la cittadinanza, non può essere un’alternativa. Lo ha ribadito Antonio Lo Fiego, intervenendo per Alleanza Verdi Sinistra: «Salvini non deve aver letto la nostra Costituzione, che per noi democratici è una stella polare. Mettiamone una sulla sua scrivania, così almeno la impara. Basta che arrivi all’articolo 2, che ribadisce l’inalienabilità dei diritti. Tutti sono cittadini, non ospiti».l

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