Savignano, riaperto il caso Coppi: si cerca il dna sotto le unghie della badante
L’unica indagata per la morte dell’agricoltore 77enne è la donna moldava di 50 anni, accusata di omicidio volontario
SAVIGNANO. Nuovi accertamenti sulla morte di Luciano Coppi, per capire se fu causata dalla badante.
Il colpo di scena
È l’ennesimo colpo di scena sulla vicenda dell’agricoltore 77enne di Savignano trovato senza vita nel letto di casa il 22 novembre del 2020. A finire sotto accusa, la badante moldava di 50 anni, accusata di omicidio volontario. La donna è stata identificata nella primavera 2025 a Firenze nella stazione di Santa Maria Novella. Solo identificata, perché non è latitante: resta solo indagata, per quanto grave sia il reato. È stato possibile notificarle gli atti in merito alla riapertura del caso, ma poi più nulla: nessun contatto neanche con il suo difensore d’ufficio, l’avvocato Francesca Vellani. Il procedimento però va avanti lo stesso. A seguito dei dubbi sulla morte sollevati dall’avvocato della famiglia Coppi, Giorgio Pelliciardi, il giudice nelle settimane scorse ha disposto una perizia super partes per chiarire le circostanze del decesso. È stata affidata alla dottoressa Darica Soprani di Parma, le cui conclusioni sono state esaminate nella scorsa udienza di aprile. Il perito ha riscontrato la presenza di lesioni, ritenendo in sostanza il quadro compatibile sia con una morte naturale che con una morte violenta. Nella stessa udienza, alla luce di questo quadro l’avvocato Pelliciardi ha chiesto di visionare e campionare i reperti biologici trovati sotto le unghie di Coppi, per verificare se è presente materiale genetico di terzi. L’avvocato della badante non si è opposto, e il giudice si è riservato.
L’udienza
Nell’udienza di ieri pomeriggio (21 maggio) ha sciolto la riserva, accogliendo l’istanza. Ha quindi disposto un’integrazione di perizia da parte della dottoressa Soprani, che dovrà fare ora un’analisi dei campioni subunguali conservati alla Medicina legale: li preleverà e porterà in un laboratorio di analisi genetica forense, dove verranno esaminati in ogni aspetto per capire se sotto le unghie c’è il Dna di terzi. E se sì, se si tratta di quello della badante. In caso di risposta affermativa su entrambi i quesiti, si potrebbe fare strada l’ipotesi che Coppi effettivamente si sia difeso dall’aggressione della badante. Quello della dottoressa Soprani è il terzo parere sulla vicenda. Il medico legale incaricato dalla Procura aveva detto che a suo giudizio si trattava di morte naturale, mentre quello a cui si è rivolta la famiglia ha trovato elementi riconducibili a una morte per soffocamento. Il corpo di Coppi fu ritrovato sul letto sul fianco sinistro, coperto come se stesse dormendo, e un cuscino con la parte insanguinata rivolta verso l’esterno, appoggiato sulla schiena.
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