Gazzetta di Modena

Modena

Il giallo di Montefiorino

Trovate altre ossa di Daniela Ruggi

di Daniele Montanari
Trovate altre ossa di Daniela Ruggi

Nella torre di Pignone sono state rinvenute piccole ossa, compatibili con le falangi di una mano

2 MINUTI DI LETTURA





MONTEFIORINO. Altre ossa, con tutta probabilità di Daniela Ruggi. Sono state trovate questa settimana nella torre di Vitriola dove a gennaio è stato rinvenuto il teschio della 31enne scomparsa da Vitriola nel settembre 2024. E a questo punto c’è la concreta speranza di trovare anche altri resti.

Le ricerche proseguono

A inizio mese, lo si ricorderà, grazie ai mezzi speciali della ditta a cui la Procura (sul caso indagano i pm Marco Niccolini e Laura Galli) ha affidato il delicato intervento, sono iniziate le operazioni di rimozione delle travi cadute nella torre di Pignone. Grazie a Manitou con lunghi bracci meccanici, le travi sono state estratte dall’alto senza intaccare la struttura dell’antica torre medievale. Quella fase di lavoro è terminata, e questa settimana i tecnici hanno potuto iniziare a esaminare le macerie che erano sotto alle travi, dove si sperava di trovare altri resti ossei della ragazza.

Era qualcosa di più di una speranza: a febbraio il golden retriever addestrato come cane da ricerca cadaveri (HRD, Human Remains Detection) del Labanof di Milano (il laboratorio di antropologia e odontologia forense fondato dalla prof Cristina Cattaneo) dall’esterno aveva più volte fiutato all’interno della torre la presenza di tracce cadaveriche, in prossimità del punto in cui venne rinvenuto il teschio. Il cane aveva dato più volte indicazioni precise, e quindi c’era la più che concreta ipotesi che lì dentro ci fossero altri resti di Daniela.

Restano in piedi le due ipotesi

È ciò che hanno confermato già le prime ispezioni tra le macerie che erano schiacciate dalle travi. Nei giorni scorsi sono state rinvenute piccole ossa, sicuramente umane, che con molta probabilità – ovviamente per averne la certezza bisognerà attendere l’esito del test del Dna – appartengono a Daniela. Da quanto si apprende, si tratta di ossa abbastanza corte e sottili, che potrebbero essere compatibili con le falangi di una mano. Sono state poste subito sotto sequestro e inviate al Labanof (che sta coordinando tutte le attività alla torre con un archeologo forense e un antropologo) che dovrà analizzarle nel dettaglio.

Si spera ovviamente di trovare anche molto altro, a partire dalle ossa più grandi, come i femori. Il fatto che siano state trovate altre ossa per ora non chiarisce nulla sulla sorte di Daniela. Restano in piedi entrambe le ipotesi: sia che sia morta nella torre a causa di un crollo o di un malore, sia che sia stata portata lì da qualcuno che l’ha uccisa. Per la verità sulla sua fine bisogna ancora attendere. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google