Quattordici anni dopo il sisma Mirandola ritrova il suo Municipio storico
Commozione in piazza della Costituente per l’inaugurazione del Palazzo Comunale ferito dalla scossa del 29 maggio 2012 e ora di nuovo splendente
MIRANDOLA. «La riapertura del Palazzo Comunale restituisce alla città la sua memoria, la sua identità e uno dei luoghi simbolo della comunità». Così ha esordito la sindaca di Mirandola Letizia Budri, senza nascondere grande emozione, quando è salita sul palco, allestito in piazza della Costituente, in occasione della cerimonia di riapertura di quel municipio che esattamente 14 anni fa, il 29 maggio del 2012 è stato “ferito” dalla seconda fortissima scossa del grande sisma che colpì la Bassa modenese, rendendolo, da quel momento e fino a poche settimane fa, inagibile.
«In piazza della Costituente non stiamo semplicemente celebrando la riapertura di un edificio restaurato - ha aggiunto la sindaca - Oggi restituiamo alla nostra comunità un pezzo della sua anima. Il Palazzo Comunale torna a essere il cuore pulsante della città: il luogo in cui generazioni di mirandolesi hanno riconosciuto la propria storia, il proprio senso di appartenenza, il volto stesso della comunità».
La cerimonia e le parole della sindaca
La cerimonia inaugurale, molto partecipata sia da parte dei cittadini che hanno gremito la piazza che da autorità, civili, religiose e militari sia provinciali che regionali, è iniziata intorno alle 11 quando la Filarmonica Andreoli di Mirandola, diretta dal maestro Mirco Besutti, ha sorpreso tutti suonando dagli affacci del Municipio. Ad unirsi alla Filarmonica, in piazza, è stato poi il Coro della città, che ha intonato l’inno nazionale. «Per la rinascita del nostro municipio non poteva esserci data più significativa di quella odierna – ha continuato la sindaca – Quattordici anni fa, proprio in queste ore, la terra tornava a tremare. Dopo la prima, violenta scossa del 20 maggio, il terremoto colpì ancora con forza, in modo forse ancora più doloroso, perché arrivato quando molti speravano che il peggio fosse passato. In un territorio che si era sempre percepito come sicuro, dove la terra che trema non aveva mai accompagnato la vita quotidiana delle persone, abbiamo conosciuto la paura. Per questo oggi l’emozione è così forte – ha sottolineato – La riapertura del Municipio non rappresenta soltanto il completamento di un cantiere complesso, attraversato anche dalle difficoltà della pandemia e da una delle stagioni più complicate degli ultimi decenni per il settore edilizio. Rappresenta soprattutto la forza della ricostruzione. Una ricostruzione resa possibile dalla volontà, dalla solidarietà e dalla capacità di una comunità di restare unita anche nei momenti più difficili».
Il presidente della Regione de Pascale
Alla cerimonia ha partecipato anche il presidente della Regione Michele de Pascale: «Oggi è una delle giornate più importanti nella storia di questa comunità – ha affermato –, perché dopo 14 anni riapre uno dei simboli di Mirandola e purtroppo anche del dramma che ha rappresentato il terremoto del 2012 per tutta l'Emilia-Romagna. La riconsegna del Municipio assume un valore altamente simbolico: significa riportare la casa comunale nel cuore della città, restando un punto di riferimento per riaffermare il valore delle istituzioni alle cittadine e ai cittadini. L'occasione – ha puntualizzato de Pascale – ci serve anche per ricordare chi ha sofferto le conseguenze di quel terribile sisma rendendo omaggio alla straordinaria forza di una comunità che ha saputo subito reagire e risolvere. Ma per l’occasione non dobbiamo scordarci di rendere onore alle vittime del sisma. Intanto la nostra attività di ricostruzione va avanti senza sosta. Abbiamo ricevuto nuovi finanziamenti e siamo orgogliosi che il Governo abbia preso a modello la ricostruzione fatta qui, nella nostra regione, per la nuova legge nazionale sulla gestione del post calamità. Continueremo a lavorare insieme, fianco a fianco, finché l'ultimo cantiere non sarà concluso».
La lettera della premier Meloni e la benedizione
Nel suo discorso, il presidente della Regione, ha fatto chiaro riferimento alla lettera che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato alla sindaca Budri, e che è stata letta in piazza. Meloni si è scusata di non poter essere presente alla cerimonia e mettendo in evidenza il grande lavoro fatto, non sono mancati riferimenti a quanto ci sia ancora da fare. La cerimonia è poi proseguita con la benedizione dell’edifici, impartita da monsignor Ermenegildo Manicardi, vicario della diocesi di Carpi, per poi passare al taglio del nastro effettuato dalla sindaca Budri insieme al presidente de Pascale e all’assessore regionale con delega alla Ricostruzione delle aree colpite dal sisma, Davide Baruffi. Si è infine conclusa con la salita del Gonfalone dallo scalone principale, seguito da tutte le autorità, e il suo posizionamento nella rinnovata sala consigliare. Durante la mattinata il Municipio è rimasto aperto ai cittadini che lo volevano visitare.
Il ringraziamento agli ex sindaci
«Un grazie sincero va a tutti coloro che hanno contribuito a raggiungere questo traguardo nei vari ruoli – ha concluso la sindaca Budri – come un ringraziamento particolare va anche ai sindaci che mi hanno preceduta, Maino Benatti e Alberto Greco, perché il recupero di questo Palazzo è stato un impegno lungo, condiviso e trasversale, che ha attraversato amministrazioni diverse e che oggi trova finalmente compimento».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
