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Musta da Pavullo a Capo Verde: «Aiuto i poveri nell’Africa dimenticata»

di Daniele Montanari
Musta da Pavullo a Capo Verde: «Aiuto i poveri nell’Africa dimenticata»

L’allenatore dei portieri cura la settima edizione di “Avrai sorrisi sul tuo viso”

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PAVULLO. Torna in Africa Musta Laayouni, allenatore di portieri pavullese dal grande cuore umanitario. Lo fa con la settima edizione del suo progetto “Avrai sorrisi sul tuo viso”, che dal 9 luglio al 6 agosto lo condurrà di nuovo a Mindelo nell’isola di São Vicente (Capo Verde), per portare palloni e divise da calcio ai bambini poveri, ma anche aiuti alle famiglie più in difficoltà. Sarà una spedizione ancora più speciale.

Perché, Musta?

«Perché a dicembre abbiamo perso mister Elvis, uno dei due istruttori della scuola di portieri che abbiamo aperto là per togliere i ragazzi dalla strada (partendo dall’esperienza della scuola “Passione Numeri 1” di Spilamberto, ndr). Aveva solo 29 anni, ha lasciato due bimbi. Porterò alla famiglia una maglia dedicata a lui. E anche il buono spesa più grande, tra quelli che riuscirò a creare. Pensavo sui 600 euro, che là sono davvero tanti soldi».

Quindi continuerai a portare buoni spesa?

«Assolutamente, vorrei arrivare a 20 buoni, se trovo abbastanza donatori. È solidarietà concreta, che per un po’ cambia la vita delle persone. L’anno scorso mi ha stretto il cuore la povertà che ho trovato. È stata molto commovente anche la donazione delle 30 magliette della Vis Run che mi hanno dato Tino Venturelli e Adamo Venturelli della Vis Hydraulics per i bimbi dell’orfanotrofio: la responsabile mi ha detto che le hanno tenute sempre per una settimana. Grazie all’aiuto di Antonio Marcelino, un prof universitario, sceglieremo le famiglie più in difficoltà di tutte: quelle con un portatore di handicap».

E il progetto sportivo?

«Porterò materiale da calcio in un paesino limitrofo di Mindelo, dove sono nella stessa situazione che avevo trovato a Mindelo nel 2019, con bimbi che giocano scalzi. Qui abbiamo risolto grazie alla società di calcio professionistica locale dai colori neroverdi che mi ha dato il suo materiale di abbigliamento, che ho portato ai bimbi negli ultimi 5 anni: le siamo ancora tutti profondamente grati. Nel nuovo paese porterò ora le scarpe da calcio che sto raccogliendo, usate ma in ottimo stato. Poi palloni: me ne ha donati 70 Marco Zanasi di “Antichità svelate” di Spilamberto, nuovissimi e professionali. Vorrei portare anche delle divise nuove ai bimbi: spero di trovare gli sponsor. Saranno fondamentali anche per la spedizione del materiale: quest’anno pensavo di mandare tutto con Mail Boxes Etc. di Pavullo».

Poi c’è la scuola portieri...

«Certo, porterò materiale anche lì, oltre a fare un camp. Raffaele di Athletic Road mi ha già donato un cartone con 35 paia di guanti professionali. E sto raccogliendo altro materiale. La nostra scuola portieri ha sempre il sostegno di Vozinha, il portiere della nazionale di Capo Verde che ha centrato la storica qualificazione ai Mondiali. Ma dalla Scuola portieri aperta là l’anno scorso ho avuto anche un’altra bella soddisfazione, pochi giorni fa».

Quale?

«Il Ministero dello Sport di Capo Verde due settimane fa mi ha comunicato che da ora in avanti stanzierà in proprio i fondi per lo stipendio dei due istruttori che finora garantivo io dall’Italia. È una soddisfazione enorme, perché significa che la realtà è sempre più importante per il Governo locale, e quindi ha un futuro. Dedico questa settima edizione alla mia bimba Alessia, di 11 anni, che verrà con me, a cui ripeto sempre: “Nella vita, sii sempre gentile con tutti”».

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