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La tragedia in via Emilia

Aiuto psicologico dopo la strage: supporto per 48 persone. Ci sono anche bambini e adolescenti

Aiuto psicologico dopo la strage: supporto per 48 persone. Ci sono anche bambini e adolescenti

A due settimane dai tragici fatti del 16 maggio, emerge un primo bilancio dell’attività di sostegno psicologico attivata in città: sono stati quasi cinquanta i contatti raccolti attraverso il numero telefonico di emergenza, concentrati quasi interamente nei giorni immediatamente successivi all’evento

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MODENA. A due settimane dai tragici fatti del 16 maggio, emerge un primo bilancio dell’attività di sostegno psicologico attivata in città: sono stati 48 i contatti raccolti attraverso il numero telefonico di emergenza, concentrati quasi interamente nei giorni immediatamente successivi all’evento. Un dato che restituisce la portata dell’impatto emotivo sulla comunità e, allo stesso tempo, l’importanza di un intervento tempestivo.

Il boom di chiamate

Il servizio, attivato già nella mattinata di domenica 17 maggio dall’Azienda USL di Modena in collaborazione con il Comune, ha visto un picco di richieste nella prima settimana, con 46 chiamate, mentre nella seconda se ne sono registrate solo due. Un andamento che ha portato alla sospensione della linea dedicata, complice anche l’esaurirsi delle segnalazioni negli ultimi giorni. Dietro ai numeri, però, c’è una rete articolata di interventi che ha coinvolto non solo i cittadini, ma anche chi è stato in prima linea nell’emergenza. Dodici operatori – tra personale del 118, Croce Rossa e volontari – sono stati presi in carico con un incontro di debriefing, mentre altri tre operatori e appartenenti alle forze dell’ordine hanno usufruito di colloqui individuali. Un’attenzione particolare che riconosce il peso psicologico di chi interviene nei momenti più critici. Parallelamente, il team di Psicologia dell’emergenza è intervenuto direttamente sul territorio, incontrando anche i commercianti della zona coinvolta. Alcuni di loro, residenti fuori città, hanno poi proseguito il percorso presso il Centro di psicologia clinica di Modena.

Chi ha fatto richiesta

Tutti coloro che hanno chiesto aiuto – spiegano i servizi sanitari – hanno ricevuto uno o più colloqui psicologici, con percorsi personalizzati in base alle esigenze. Il profilo delle richieste evidenzia una diffusione territoriale ampia: oltre ai 31 residenti nel capoluogo, si registrano contatti da Carpi, Castelfranco Emilia, Sassuolo, Vignola e anche dalla provincia di Reggio Emilia. Tra le persone coinvolte figurano anche i più giovani: una richiesta ha riguardato un bambino e otto adolescenti, a conferma di come l’impatto dell’evento abbia attraversato tutte le fasce d’età. Accanto alle attività individuali, ha trovato spazio anche il supporto collettivo: circa trenta cittadini hanno partecipato all’incontro pubblico del 21 maggio, un momento di confronto pensato per condividere emozioni, dubbi e strategie per affrontare le conseguenze psicologiche del trauma. L’intervento dell’Ausl si è affiancato a quello della Psicologia ospedaliera dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena, che sin dalle prime ore ha seguito le persone ferite e ricoverate negli ospedali di Baggiovara e al Policlinico.

«Fondamentale riconscere i sintomi»

«L’approccio della psicologia dell’emergenza in questo evento è stato molto importante – sottolinea Federica Ronchetti, direttrice della Psicologia clinica dell’Ausl – . Fin dalle prime ore chi è coinvolto può sperimentare difficoltà psico-fisiche: è fondamentale aiutare a riconoscere questi sintomi e comprendere che si tratta di reazioni normali a fronte di un evento che normale non è». Con la chiusura della linea telefonica si conclude la fase più acuta dell’intervento, ma non si esaurisce il percorso di assistenza. I professionisti continueranno a essere disponibili attraverso i servizi ordinari dei Centri di psicologia clinica sul territorio. Il messaggio rivolto alla cittadinanza resta chiaro: concedersi tempo, condividere le proprie emozioni e mantenere sane abitudini quotidiane sono passi fondamentali per superare il trauma. l
 

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