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Emergenza docenti

Scuola, cattedre vuote a Modena: 250 docenti chiedono il trasferimento per il caro vita

Di Paola Ducci
Scuola, cattedre vuote a Modena: 250 docenti chiedono il trasferimento per il caro vita

Giuseppe Morrone (Flc Cgil): «In totale i posti scoperti ad oggi nel modenese sono 700»

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MODENA È tempo di trasferimenti, cattedre scoperte, vincitori di concorso in attesa del ruolo e disoccupazioni incombenti, per i docenti delle scuole modenesi.

Boom di trasferimenti

«Partiamo da un primo dato emerso nelle ultime settimane- spiega Giuseppe Morrone della Segreteria provinciale Flc Cgil Modena-: 250 docenti a tempo indeterminato hanno chiesto e ottenuto il trasferimento dal nostro territorio verso altre province e regioni d'Italia, in particolare verso il sud». Un dato piuttosto anomalo questo, perché la motivazione della maggior parte del personale della scuola che se ne andrà da Modena e lascerà cattedre vuote per il prossimo anno scolastico, non è il ricongiungimento familiare ma il caro vita che rende insostenibile la loro permanenza nel nostro territorio. Affitti e spese alle stelle tra cui le bollette, il carburante per l’auto e la spesa alimentare, li ha spinti, loro malgrado (la maggior parte starebbe volentieri qui), a tornarsene al sud, ma non a casa propria, ma nei luoghi in cui ci sono cattedre disponibili e dove affittare un appartamento è ancora possibile con uno stipendio medio di 1.500 euro. La maggior parte di queste persone, dipendenti della scuola, è piuttosto giovane (ha dai 30 ai 40 anni), ha un contratto a tempo indeterminato, ma non avendo una famiglia che consenta di dividere le spese, è costretta ad andarsene dal modenese dopo aver tenuto duro per anni, una volta raggiunto il ruolo, tempo che serviva per poter richiedere un trasferimento.

La situazione in Regione

Il dato diffuso dalla Flc Cgil Modena va ad aggiungersi a quelli divulgati nei giorni scorsi dalla Flc Cgil Emilia Romagna che ha elaborato i dati sulle cattedre che rimarranno libere all’inizio del prossimo anno scolastico. Nella nostra Regione resteranno disponibili 3.382 posti, di cui 2.652 su posto comune e 730 sul sostegno (pari a un quinto del totale regionale). Nello specifico 222 posti nella scuola dell’infanzia, 1.227 nella primaria , 538 nella secondaria di primo grado e 1.395 nella secondaria di secondo grado. A Modena i posti disponibili saranno 661, di cui 553 comuni e 108 di sostegno.

«Come sindacato non possiamo ignorare questi dati - aggiunge Morrone- perché segnalano da un lato gli scarsi stipendi di cui gode il personale della scuola tutto e dall'altro un'incapacità dei decisori istituzionali nel proporre serie politiche che rispondano ai bisogni e ai desideri delle persone che lavorano, anche in un comparto considerato sicuro quale quello statale».

«I trasferimenti e i pensionamenti nella nostra provincia hanno generato un totale di oltre 700 cattedre scoperte in vista del prossimo anno scolastico tra tutti i gradi (dall'infanzia in su) - analizza dunque Morrone- si va dai 228 posti liberi nelle scuole primarie agli oltre 300 per le tante classi di concorso della secondaria di I e II grado; sul sostegno, invece, i numeri dei posti scoperti sono sensibilmente più bassi rispetto agli anni passati, poco più di 100. Attenzione però- aggiunge il sindacalista Flc - si tratta solamente dei posti scoperti di cui siamo a conoscenza ad oggi, e che, per fortuna, nelle prossime settimane saranno parzialmente colmati dai vincitori del concorso Pnrr 3, di cui stanno uscendo le graduatorie in questi giorni».

Continua il precariato

«A breve -afferma ancora Morrone- saranno invece comunicate le cifre delle supplenze temporanee che si prevedono per il prossimo anno scolastico, e qui esploderà l'ennesima, insopportabile emergenza precariato, con una stima di non meno di 2.300 posti a tempo determinato (dei quali 1.200 su sostegno, che in questo caso continuerà a fare la parte del leone da coprire nelle scuole della nostra provincia. Quello che però è certo e che Duenmila e trecento più settecento fanno 3 mila persone in attesa di capire il loro destino da qui a settembre: il 35% del corpo docente delle nostre scuole è precario». Il sindacalista Flc conclude il suo intervento con un pensiero particolare, di riconoscenza, a queste migliaia di docenti precari che proprio in questi giorni, in queste settimane, si vedono risolvere il proprio contratto con lo Stato causa il termine delle attività didattiche (30 giugno) «e che si accingono a passare l'ennesima brutta estate tra Naspi, incertezza e paura per il futuro - chiude Morrone- un problema endemico, strutturale, vergognoso, che si ripete ogni anno, e che nessun governo riesce mai a risolvere e neanche a scalfire. E in questo quadro chi ne fa le spese non sono solo i lavoratori ma anche gli studenti: la continuità didattica, colonna portante di un buon sistema formativo ed educativo, diventa un miraggio». Flc dunque mette ancora una volta il problema dei posti vacanti nelle regioni del Nord: « I posti ci sono, il fabbisogno delle scuole è evidente, ma il sistema continua a non garantire organici stabili e procedure di reclutamento realmente efficaci. 


 

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