Muore a 17 anni dopo una lunga agonia, il dolore del padre: «L’ho trovato io nel fossato, era lì da ore»
Finito fuori strada sulla Romana Nord a Fossoli nella notte dello scorso 10 luglio, il giovane era stato la mattina dopo in un fossato dal padre Luigi Caliendo, che ora chiede di fare luce sulla dinamica dell’incidente: «Non credo all’ipotesi che abbia fatto tutto da solo. Quando mi sono svegliato non c’era nel letto, l’ho cercato in tutta Carpi»
CARPI. «Nicolas era buono, molto maturo per la sua età, aveva tanti sogni. Sono stati spezzati quella sera, quando è finito in un fossato con la sua moto. Sono stato io a ritrovarlo, la mattina dopo». A parlare è Luigi Caliendo, padre del 17enne finito fuori strada, sulla Romana Nord a Fossoli, lo scorso 10 luglio. Residente a Rolo e alunno dell’Istituto Meucci di Carpi, il giovane ha perso la vita dopo 11 giorni di ricovero all’ospedale Maggiore di Bologna.
Il racconto del padre
«All’1.35 ho ricevuto il suo ultimo messaggio. “Papà, entro le 2.15 sono a casa”. Era a una festa con i suoi amici a Carpi. La mattina dopo però, quando ci siamo svegliati, Nicolas non c’era. Abbiamo capito subito che era successo qualcosa: quando tardava avvisava sempre. All’ospedale di Carpi ci hanno detto che non era ricoverato lì e, dopo aver avvisato della scomparsa i carabinieri, ho iniziato a cercarlo ovunque. Ho percorso Strada Romana Nord più volte, e alla quarta ho notato nel fossato il riflesso di un pezzo di plastica. Sono andato a vedere e Nicolas era lì accanto alla moto, aveva perso conoscenza ma era ancora vivo. Così ho chiamato i soccorsi». Il 17enne è rimasto agonizzante per circa sette ore, in un punto difficilmente visibile ai passanti sulla Romana Nord. «Nicolas era buono, sempre disponibile – continua il padre –. Non gli piaceva essere mantenuto dai genitori, voleva essere indipendente, non vedeva l’ora di andare a lavorare. Si pagava le piccole spese vendendo jeans che personalizzava autonomamente, era la sua grande passione. Aveva una grande creatività e dedizione, aveva appreso da solo tecniche da stilista e modellista. Era la nostra gioia, un ragazzo perfetto. Sarà sempre con noi». Sulla dinamica, il padre nutre dubbi sull’ipotesi «che sia uscito di strada da solo – spiega –, a 70 chilometri orari, in quel rettilineo. Le indagini sono in corso per accertare se ci siano altre auto coinvolte, se abbia sterzato per schivare altri mezzi», conclude il padre.
Il ricordo di professori e amici
Nicolas era molto conosciuto a Carpi, dove frequentava il Meucci. «Un ragazzo educato e disponibile verso i suoi compagni – racconta il prof di diritto Luigi Agasucci – io ho avuto la fortuna di averlo come alunno per quattro anni. Mai una parola fuori posto, non ho mai avuto un problema con lui. Aveva voti altissimi». Anche la dirigente scolastica Viviana Valentini si stringe «al cordoglio della famiglia per la perdita di un ragazzo che con il suo garbo e il modo cortese, ha lasciato un segno nel nostro istituto. Era amato e benvoluto, lascia un vuoto impossibile da colmare in tutti noi». I compagni di classe lo ricordano con un aneddoto: «Un giorno una prof ci ha chiesto di descrivere la nostra classe e noi abbiamo risposto “famiglia”, perché siamo davvero tanto uniti. Non abbiamo perso un compagno di classe… abbiamo perso un fratello. Nicolas sarà sempre parte di noi, parte della nostra classe. Rimarrà per sempre qui con noi», concludono gli alunni. La famiglia Caliendo ha deciso di donare gli organi che hanno permesso di salvare due ragazzine bisognose di trapianti. La salma sarà trasferita stamattina alle 10.30 alle camere ardenti dell’Ospedale di Carpi. I funerali avranno luogo alla Chiesa di Rolo venerdì 24 luglio alle 10.30. Nicolas lascia il papà Luigi, la mamma Deborah, le sorelle Valentina ed Emily e il fratello Braian.
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