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Il caso

Cane da pastore azzanna un 50enne a Concordia. “Scherzo” da 10 giorni di prognosi

Cane da pastore azzanna un 50enne a Concordia. “Scherzo” da 10 giorni di prognosi

I passanti se la ridono e non intervengono: indagini in corso

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CONCORDIA. Il cane aggredisce un passante, ma il padrone se la ride derubricando il tutto a uno scherzo, senza intervenire – secondo quanto si apprende – per fermare l’animale.

La vicenda è accaduta a Concordia domenica 23 agosto nelle vicinanze della caserma di carabinieri, più precisamente nel parcheggio della palestra. Secondo quanto riportato dal sito Sul Panaro, la vittima, un 50enne, stava passando in bicicletta quando si è fermato per salutare un amico e offrire una sigaretta. Neanche il tempo di scambiare due parole e l’uomo si è ritrovato attaccato da un cane di grossa taglia, partito pare su ordine del padrone. Uno scambio rapido, in lingua straniera, al termine del quale l’animale si è scagliato contro il 50enne. E mentre la vittima era alle prese con il cane da pastore, intorno l’indifferenza generale. Anzi, le risate dei presenti che, così come il padrone, hanno derubricato l’aggressione a un semplice scherzo. Una goliardata, insomma, per cui non c’era bisogno di preoccuparsi.

La prognosi e le indagini

Fatto sta che nessuno sarebbe intervenuto per staccare il cane dall’uomo. La vittima si è poi recata al Pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, dove il personale medico l'ha visitata e in seguito dimesso con una prognosi di 10 giorni.

Referto alla mano, il 50enne si è in seguito presentato in caserma dai carabinieri per sporgere denuncia. I militari indagano per ricostruire la dinamica dell’aggressione e stabilirne le responsabilità. Nel frattempo, è stato attivato anche il servizio veterinario dell’Ausl.
Verranno effettuati accertamenti sanitari e comportamentali sull’animale come previsto dalla legge. Gli specialisti valuteranno la gravità dell’episodio e il livello di aggressività del cane: in base ai risultati e alla gravità dell’accaduto, l'Ausl potrà imporre l'obbligo di svolgere un percorso formativo o una consulenza comportamentale con un veterinario esperto, l'uso del guinzaglio e della museruola, o particolari restrizioni di detenzione.
 

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