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Colpo nel cuore delle Poste di Sassuolo

di Daniele Montanari
Colpo nel cuore delle Poste di Sassuolo

Banda riesce a raggiungere il caveau dell’ufficio di Braida: 200mila euro di bottino. Manomesso l’impianto elettrico: nessun allarme nella notte e nessuna immagine

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SASSUOLO. È il cuore del luogo che custodisce valori. Dovrebbe essere a prova di tutto. Invece loro sono riusciti a raggiungerlo di notte, a entrare e fare razzia, portandosi via un bottino decisamente ingente: l’importo è in via di quantificazione, ma si parla di circa 200mila euro.

Colpo da manuale quello messo a segno dai ladri all’ufficio postale principale di Sassuolo, quello di via San Paolo a Braida. È stato scoperto ieri mattina alla riapertura: potrebbe essere avvenuto sia nella notte tra sabato e domenica, che in quella tra domenica e lunedì. Non vi è certezza del momento perché pare che il circuito di videosorveglianza non fosse operativo quando è avvenuta l’irruzione. C’è chi parla di un circuito staccato già da sabato pomeriggio verso le 17, ma la circostanza è in accertamento. Sta di fatto che la banda (sicuramente più di uno all’opera, gente esperta) ha potuto agire in tranquillità, senza nessun timore che scattassero allarmi.

In azione

Come? Secondo una prima ricostruzione, i ladri sono riusciti a introdursi dal retro, e una volta dentro hanno fatto saltare l’impianto elettrico. Così non c’era la possibilità che suonassero sirene. Ma soprattutto, senza corrente il caveau si apre automaticamente per questioni di sicurezza: per non lasciare intrappolata lì una persona che vi fosse all’interno. A quel punto entrare nella stanza sotterranea che custodisce i valori è diventato un gioco da ragazzi. Una volta dentro, hanno prelevato tutto il contante che potevano: una somma che appunto si aggira sui 200mila euro. Poi sono usciti e spariti.

Nessuno si è accorto di nulla nella notte, probabilmente per via del circuito elettrico staccato, e quindi della mancanza di segnali. È stato ieri mattina che, alla riapertura dell’ufficio, è stato evidente tutto. L’allarme ha portato sul posto gli agenti del Commissariato di Sassuolo e quello della Squadra Mobile di Modena, per tutti i rilievi del caso. È possibile, ma sarà da ricostruire, che all’opera ci sia stata la stessa banda, o comunque una banda collegata, che la notte tra domenica e ieri ha messo segno altri due colpi alle Poste nel Reggiano, a Rubiera e Massenzatico. Ci sono stati anche due arresti nel Reggiano, che potrebbero condurre a delle piste, vedremo. Il fatto che in azione ci possa essere una banda che ha preso di mira le Poste lo fa pensare anche l’assalto avvenuto tra il 16 e il 17 agosto – sempre nella notte tra una domenica e un lunedì – a Lesignana, con un’auto ariete che ha sfondato l’ingresso principale, anche se il bottino è stato pressoché nullo. Certo, il colpo di Sassuolo è di tutto altro stampo.

Il sindacato

«Con tutti gli innovativi sistemi di sorveglianza che ci sono oggi, non è accettabile che si riesca ad arrivare al caveau di un ufficio postale centrale – tuona Francesco Arcuri, segretario regionale aggiunto di Confsalcom Emilia Romagna – io penso che qualcuno debba assumersi delle responsabilità per l’accaduto. L’altro aspetto sono le telecamere: se è vero che non funzionavano da sabato alle 17, com’è che nessuno se n’è accorto? Da tempo segnaliamo sulle Poste di Sassuolo diverse problematiche, ora si impone anche quella della sicurezza, su cui non c’è mai stato dialogo. Più che pubblicizzare verso i consumatori azioni da mettere in pratica, sarebbe meglio intervenire sugli standard interni, nel rispetto dei lavoratori e della cittadinanza».l


 

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