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La denuncia

Paga ventuno multe, poi l’ingiunzione: «Mancano 6 euro, devi versarne 1264»

di Gabriele Canovi

	Il tutor sulla tangenziale Modena-Sassuolo
Il tutor sulla tangenziale Modena-Sassuolo

La denuncia di un automobilista: al centro il caso del tutor del Comune di Formigine sulla tangenziale Modena-Sassuolo

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FORMIGINE. Prima più di duemila euro di multe pagate, una dopo l’altra. Poi, a distanza di anni, un conto da altri 1.264 euro. A farlo scattare sarebbero stati appena sei euro mancanti in un pagamento e una seconda sanzione saldata usufruendo della riduzione, ma tre giorni oltre il termine previsto. Sullo sfondo c’è il contestato tutor installato sulla tangenziale Modena-Sassuolo dal Comune di Formigine, finito successivamente al centro di ricorsi e provvedimenti giudiziari per la questione dell’omologazione. È la vicenda raccontata da un automobilista che ora si è rivolto a un avvocato per capire se esistano i margini per contestare l’ingiunzione di pagamento appena ricevuta.

La storia comincia nel 2022, nei primissimi giorni di funzionamento del sistema di controllo della velocità media sulla superstrada. Il risultato è una raffica di verbali: 16 a suo carico e altri cinque alla moglie. Ventuno multe complessivamente, tutte pagate. Il conto, secondo la ricostruzione dell’interessato, supera sicuramente i 2mila euro e potrebbe essere ancora più elevato. Due anni dopo, però, arriva la svolta. Nel 2024 il Tutor viene sequestrato nell’ambito della vicenda relativa alla sua omologazione. Nel frattempo alcuni automobilisti scelgono la strada del ricorso e arrivano anche decisioni favorevoli con l'annullamento di verbali. Per chi aveva già pagato, invece, la vicenda sembrava chiusa. Fino al 26 giugno 2025, quando all'automobilista viene recapitato un preavviso di ingiunzione di pagamento da 794,55 euro, relativo a due verbali che lui era convinto di avere già saldato regolarmente. L'uomo recupera le ricevute e il 10 luglio scrive via Pec a Nivi, la società che gestisce il procedimento, chiedendo spiegazioni e allegando la documentazione dei versamenti. La risposta arriva il 5 settembre e fa emergere il problema. Per il primo verbale, notificato il 9 novembre, il pagamento era stato effettuato appena due giorni dopo. Ma anziché 209,70 euro erano stati versati 203,70 euro: mancavano i sei euro delle spese di notifica che erano indicati nella seconda cifra del verbale. Per il secondo verbale la questione è diversa: la notifica risaliva al 27 settembre e il pagamento era stato eseguito il 5 ottobre. La cifra versata corrispondeva alla sanzione in misura ridotta, ma il pagamento era avvenuto 3 giorni oltre il termine di cinque giorni previsto per poter beneficiare di quella riduzione. Errori di pochi euro e pochi giorni che, secondo quanto comunicato all'automobilista, fanno però scattare conseguenze decisamente più pesanti. Quell'ingiunzione adesso è arrivata. La cifra richiesta è salita a 1.264,20 euro. E il conto, secondo l'atto ricevuto, raggiungerebbe 1.300,68 euro se il pagamento avvenisse oltre i trenta giorni. È soprattutto la sproporzione tra gli errori originari e la somma finale a lasciare incredulo l'automobilista. Da una parte sei euro mancanti; dall'altra un pagamento effettuato con tre giorni di ritardo. Nel mezzo, anni di maggiorazioni, spese e procedure che hanno portato la richiesta oltre quota 1.200 euro. Ma c'è anche un secondo interrogativo, ed è quello che ora l'uomo ha sottoposto al proprio legale: che peso può avere oggi la vicenda giudiziaria che ha interessato proprio quel tutor? L'automobilista sottolinea infatti di aver pagato a suo tempo tutte le sanzioni ricevute, senza presentare ricorso, quando ancora non era esploso il caso sull'omologazione dell'apparecchiatura. Ora vuole capire se le successive contestazioni sul dispositivo possano avere qualche effetto anche sull'ingiunzione relativa a quei vecchi verbali oppure se, avendo già effettuato i pagamenti, quella strada sia ormai preclusa. «In quei primi giorni io e mia moglie abbiamo ricevuto 21 multe e le abbiamo pagate tutte tempestivamente, per oltre duemila euro – è in sostanza il ragionamento dell'automobilista – Adesso mi vengono chiesti altri 1.264 euro per sei euro mancanti in un pagamento e per un altro versamento effettuato pochissimi giorni oltre il termine della riduzione. E tutto questo per sanzioni rilevate da un Tutor che successivamente è finito sotto sequestro».

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