Il pericolo serpenti durante le escursioni nel Modenese: «Ecco cosa fare in caso di morso»
I consigli della dottoressa Giulia Mauri dell’Ausl: «Non uccideteli»
MODENA. Durante una passeggiata o un’escursione può capitare di incontrare un serpente. In questi casi è importante sapere come comportarsi, sia per tutelare la propria sicurezza sia per rispettare questi animali, che fanno parte dell’ecosistema e che, quando vengono avvistati, si trovano semplicemente nel loro habitat naturale. È questo il messaggio del Servizio Veterinario dell’Ausl di Modena, che invita la popolazione ad adottare alcuni semplici accorgimenti per evitare incontri sgraditi e, soprattutto, a non uccidere i serpenti.
I consigli
La paura nei confronti di questi rettili può essere legata a una vera e propria fobia, ma spesso deriva anche dalla scarsa conoscenza delle diverse specie e della loro pericolosità. Imparare a riconoscerle permette quindi di affrontare l’eventuale incontro con maggiore consapevolezza e di evitare comportamenti che possono mettere a rischio sia le persone sia gli animali. «Sono sette, nel modenese, le specie di serpenti presenti sul territorio, tutte protette dalla Direttiva Europea "Habitat" e dalla Legge Regionale 15/2006 – spiega la dottoressa Giulia Mauri del Servizio Veterinario dell’Ausl di Modena – Le più comuni sono il biacco, localmente chiamato “magnano”, e la natrice o biscia dal collare, entrambe assolutamente innocue. Il biacco, se maneggiato, può mordere, ma essendo privo di veleno il morso non ha alcuna conseguenza».
Le caratteristiche dei serpenti
In alcune zone collinari e di montagna si può incontrare anche la vipera (Vipera aspis), che, a differenza degli altri due, è velenosa. Il suo morso può essere doloroso e comportare anche malessere generale, ma raramente è associato ad avvelenamenti gravi. «A differenza del biacco e della natrice – prosegue Mauri –, che possono superare frequentemente il metro di lunghezza, la vipera è piccola, normalmente non supera i 75 centimetri, ed è di aspetto più tozzo. È meno agile e più lenta nei movimenti e non è scattante come, ad esempio, il biacco. Se disturbata, prima di fuggire può cercare di passare inosservata immobilizzandosi. Anche la testa presenta caratteristiche distintive: nella vipera è ricoperta da piccole squame, come il resto del corpo, mentre negli altri serpenti è ricoperta da grosse placche. Inoltre, la vipera ha la pupilla verticale, come i gatti, e non tonda».
Prevenzione
La prevenzione è sempre l’arma migliore. Durante passeggiate ed escursioni è quindi raccomandato utilizzare calzature idonee e non infilare le mani sotto i sassi, anche nei fiumi, o nei cespugli. In caso di incontro con un serpente, è importante non disturbarlo, non tentare di catturarlo e lasciargli la possibilità di allontanarsi. Del resto, i serpenti, vipere comprese, non vanno assolutamente uccisi. «In caso di morso da vipera – sottolinea – è importante mantenere la calma e recarsi al pronto soccorso, camminando il meno possibile ed evitando movimenti inutili. Se il morso è avvenuto a un braccio, è opportuno togliere anelli e bracciali. È invece fondamentale non incidere la ferita e non tentare di succhiare il veleno. Nella maggioranza dei casi sono sufficienti uno o due giorni di osservazione e una terapia sintomatica. Solo il medico, se necessario, può decidere di somministrare il siero antivipera. Un’attenzione particolare va rivolta anche agli amici a quattro zampe: se si teme che il proprio cane sia stato morso da una vipera, è necessario portarlo al più presto da un veterinario, in quanto per alcuni cani il morso può avere conseguenze letali».
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