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Il caso

Anziana lascia la maxi eredità a un solo nipote, gli altri fanno causa: «Lui l’ha raggirata»


	Il testamento dell'anziana è finito in tribunale
Il testamento dell'anziana è finito in tribunale

Modena: la battaglia famigliare da 800mila euro davanti al giudice si è chiusa con la vittoria del nipote indicato come unico erede nel testamento della zia

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MODENA. Una accesa battaglia ereditaria con al centro un patrimonio complessivo di circa 800mila euro si è conclusa con la vittoria del nipote indicato come unico beneficiario nel testamento della zia, un’anziana di Modena. Il tribunale ha infatti respinto le accuse mosse dagli altri parenti, che avevano contestato la validità delle ultime volontà della donna sostenendo che il documento non fosse stato scritto autonomamente.

Al centro della vicenda, portata alla ribalta dal Corriere di Bologna, c’era il patrimonio lasciato dall’anziana, che aveva deciso di destinare l’intera eredità a un solo nipote, escludendo gli altri familiari dalla successione. Una scelta che ha innescato una lunga causa civile, con i parenti esclusi determinati a ottenere l'annullamento del testamento. La loro tesi si fondava sulle condizioni di salute della donna, affetta da una grave patologia agli occhi che ne aveva progressivamente compromesso la vista. Secondo gli attori, proprio a causa di queste difficoltà la zia non sarebbe stata in grado di redigere personalmente il documento. In una prima fase della contestazione, i familiari avevano ipotizzato che qualcuno potesse averle dettato il contenuto del testamento. Successivamente, però, l’accusa si è concentrata sulla cosiddetta “mano guidata”, sostenendo che il nipote favorito avesse aiutato fisicamente l’anziana nella scrittura delle sue ultime volontà. Una circostanza che, se dimostrata, avrebbe reso il testamento non autografo e quindi nullo.

Il giudice non ha però ritenuto fondate queste ricostruzioni. All'esito dell'istruttoria, il tribunale ha confermato la validità del testamento, riconoscendo che non erano emerse prove sufficienti a dimostrare l'intervento materiale di terzi nella sua redazione. La decisione mette così fine a una controversia che coinvolgeva un patrimonio di notevole entità. Con la conferma della validità del documento, l’intera eredità resterà nelle mani del nipote individuato dalla zia come unico erede. Se invece il testamento fosse stato dichiarato invalido, il patrimonio sarebbe stato ripartito secondo le norme della successione legittima, consentendo a tutti i nipoti di partecipare alla divisione dei beni. La sentenza rappresenta un punto fermo in una vicenda familiare complessa, segnata da accuse pesanti e da un lungo confronto nelle aule giudiziarie sul tema dell'autenticità delle ultime volontà dell'anziana.

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