Addio “palazzaccio”: il consiglio comunale di Sassuolo approva il progetto, nel 2027 la demolizione
Centro antiviolenza, centro per le famiglie, nuovo parco Amico: come cambia il quartiere
SASSUOLO. Un passaggio formale in consiglio comunale per poi partire già questo inverno con le gare d’appalto e vedere nel 2027 la demolizione del “palazzaccio”. Lunedì 28 settembre il Comune di Sassuolo si prepara a un momento storico: la fine del condominio ex 189 sulla Circonvallazione Nord Est si avvicina. E si avvicina, soprattutto, la sua rinascita che coinvolgerà l’intera zona. Quattro progetti in uno: la demolizione del palazzaccio, il centro antiviolenza distrettuale, il centro per le famiglie e la riqualificazione del parco Amico. A questi, dopo gli opportuni passaggi, si aggiungerà la nuova sede della Guardia di Finanza. Un percorso lungo, fatto confrontandosi con chi quegli spazi li vivrà, associazioni e cittadini, in modo da arrivare alla realizzazione di strutture funzionali. Il sindaco Matteo Mesini con orgoglio mostra i render del progetto che si chiama “Sassuolo la città prossima”, firmato dallo studio di architettura MC2AA: strutture moderne, l’ingresso al centro per le famiglie che può trasformarsi anche in una sorta di palco per spettacoli al coperto o fungere da tettoia per i frequentatori del Parco Amico che, anche nelle giornate meno calde, vogliono ritrovarsi all’aperto per stare in compagnia e fare quattro chiacchiere. Un progetto che racchiude più obiettivi. Riqualificazione estetica, funzionalità per chi frequenterà questi spazi, sicurezza per l’intero quartiere. Questo grazie all’illuminazione, ai punti sociali che porteranno i cittadini nell’area, anche nelle zone più buie del parco Amico.
Il sindaco
«Questo passaggio formale in consiglio comunale – dichiara Mesini – permetterà di partire già questo inverno con le gare d’appalto e vedere nel 2027 la demolizione del palazzaccio. Si tratta di un progetto sul quale stiamo investendo molte risorse e molte energie, perché crediamo che sia il messaggio più forte di rigenerazione urbana che possiamo dare alla città. Un luogo che era anche di sofferenza sociale, chiuso nel 2008, oggetto di degrado, una porta sulla città che racconta una storia del passato di Sassuolo che vuole avere una nuova vita».
L’assessore Zilioli
«Lunedì in consiglio – spiega l’assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Sassuolo David Zilioli – ci saranno due delibere, due atti uno consecutivo all’altro. Il primo è l’approvazione del progetto», verrà quindi evidenziato anche il pubblico interesse «quindi di fatto è il suggello per il tema dell’esproprio e per l’acquisizione dell’immobile. Il secondo atto è l’approvazione del contratto con cui la Regione va a gestire il finanziamento che il Comune ha vinto».
Il finanziamento della Regione è pari a un milione e 250mila euro all’interno di un progetto più esteso di circa 6 milioni di euro. Zilioli specifica: «Siamo a metà del percorso progettuale. Abbiamo approvato il progetto di fattibilità tecnico economica e adesso con il passaggio in consiglio comunale “daremo le gambe” per andare avanti con la parte finale del progetto, cioè il progetto esecutivo».
Il cuore dell’intervento sarà il parco Amico. Da lì si allarga all’intera zona: «Sono previste tutta una serie di singole opere pubbliche che dialogheranno tra di loro – sottolinea Zilioli –. C’è il centro antiviolenza, un oggetto nuovo che verrà realizzato sulla parte di accesso al parco Amico sul sedime della demolizione del palazzaccio. Il nuovo centro per le famiglie verrà invece volutamente realizzato al piano terra del Diamante, così da avere una relazione diretta tra servizi sociali e parco Amico. Una parte importante riguarda verde e paesaggistica del parco con una nuova progettualità in termini di nuove piante, di una piazza che raccoglierà anche le acque in caso di precipitazioni importanti e tutta una serie di servizi per aumentare la tranquillità e la socialità dello spazio. Altro aspetto fondamentale è che questo progetto dà i presupposti per trovare l’area, dopo l’acquisizione e la demolizione, anche per ospitare la Guardia di Finanza».
Il condominio è un complesso frammentato, costituito da circa 120 unità immobiliari – circa 80 appartamenti e una ventina di negozi e garage – riconducibili ad oltre un centinaio di proprietari. Una storia difficile: negli anni sono stati diversi i tentativi, da parte di più amministrazioni, di arrivare a un punto. Un punto che ora si avvicina. E Mesini pensa alla “cartolina” di Sassuolo che spera di offrire ai cittadini una volta concluso il progetto: «Da immagine di degrado a nuova anima sociale».
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