Sotto la Ghirlandina il presidio per accogliere Francesca Albamese: «Municipio chiuso, noi riempiamo la piazza»
L’abbraccio alla relatrice speciale Onu per la questione palestinese promosso dalla Consulta popolare contro guerra, riarmo e genocidio
MODENA. Un presidio popolare ha abbracciato Francesca Albanese a Modena all’ombra della Ghirlandina, non a caso davanti al Sacrario partigiano. La relatrice speciale Onu per la questione palestinese, presente in città come ospite di Dig festival, è stata accolta da un folto gruppo di cittadini. «Siamo tornati in presidio a piazza della Torre per accogliere Francesca Albanese a Modena, esattamente come lo scorso anno, con l'unica piccola grande differenza che l'anno scorso i portoni del municipio erano aperti e che ci furono anche le autorità. Quest'anno evidentemente il vento è cambiato, le condizioni di opportunità e opportunismo sono cambiate, e quel portone è rimasto chiuso». È Giovanni Iozzoli, presidente della Consulta popolare contro guerra, riarmo e genocidio, a ribadire le ragioni del presidio. «L’anno scorso, quando le fu conferito dal sindaco Mezzetti il famigerato Grosso d’Oro, una piccola folla di personaggi della politica cittadina, mai visti nelle mobilitazioni per Gaza, si accalcarono in Municipio, ansiosi di una foto al fianco di Francesca. Oggi sono i cittadini a stringerla in un abbraccio collettivo e a ribadire insieme a lei che la mobilitazione per la Palestina libera non si è mai fermata. C'eravamo l'anno scorso, ci siamo quest'anno e ci saremo in futuro fino a quando servirà. Per noi le posizioni non cambiano, così come non sono cambiate le sanzioni a cui Albanese è sottoposta dalla potenza politica e militare più grande del mondo, gli Stati Uniti». La bandiera della Palestina, ormai diventata la bandiera del Libano e di tutti i paesi soggetti a un’oppressione neo-coloniale, sventola davanti al Sacrario partigiano, mentre Albanese aggiunge: «Sono felice di vedere che anche le persone provenienti da Gaza partecipano a questi incontri. Ringrazio la Regione e i comuni che li accolgono, ricordando che necessitano di supporto perché sono sopravvissuti a uno sterminio». E, rivolta alla folla: «La solidarietà che provate nei miei confronti ridirigetela verso di loro. Purtroppo ci rivedremo l'anno prossimo, perché fermare un genocidio in modo pacifico richiede pazienza, mentre il nostro paese continua a essere uno dei più estremi difensori degli accordi con lo stato genocida di Israele».
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