Tentata truffa alla ristoratrice: «Ha in casa l’oro preso in una rapina»
Luisa Gherardini del “Principe” di Pavullo ha messo in fuga il finto carabiniere: «Ma che paura»
PAVULLO. «Pronto signora? Sospettiamo che lei possa essere coinvolta in una rapina in gioielleria, per cui adesso dobbiamo controllare l’oro che ha a casa sua».
È di questo tenore la telefonata che ha ricevuto nei giorni scorsi Luisa Gherardini, figura conosciutissima sul territorio: da una vita è anima del noto ristorante-pizzeria “Il Principe” di Pavullo. Anche lei è finita nel mirino dei truffatori che in questo periodo stanno bersagliando Pavullo e dintorni, con il trucco del finto investigatore che deve venire a casa per fare dei controlli. Con l’obiettivo, alla prima svista, di portare via oro e quant’altro vi è di prezioso.
La telefonata
In questo caso si è trattato del finto carabiniere. La tentata truffa/furto è stata messa a segno in modo articolato, da parte di gente evidentemente del mestiere. Tutto è avvenuto il 16 settembre, un mercoledì. «Non so come abbiano fatto ad avere il mio numero di casa, perché l’utenza non è intestata a me – spiega – ma mi hanno chiamato lì, non al ristorante, verso le 12.45 chiedendo esplicitamente di me. Mi hanno detto che erano dei carabinieri che erano intervenuti a Maranello per una rapina ai danni di un gioielliere. Mi hanno detto che avevano trovato i miei documenti sul luogo del reato, e che quindi per questo ero finita tra i sospettati. Sono rimasta senza parole: ho sempre e solo lavorato nella mia vita, figurarsi se vado a fare una rapina! Hanno percepito subito la mia sorpresa e il mio disappunto, e hanno continuato a parlare, a parlare... Non mi permettevano di mollare il telefono, mi hanno tenuto al telefono un’ora. Mi hanno detto che non potevo mettere giù perché erano in collegamento dal tribunale di Modena con l’orefice rapinato. Mi hanno detto che dovevano verificare a quel punto che non avessi in casa dell’oro appartenuto all’orefice, altrimenti erano guai. Dovevo andarlo a prendere e metterlo sulla tavola, che sarebbe venuto su un ufficiale giudiziario per controllare».
Il finto carabiniere alla porta
Poco dopo si è presentato un uomo in divisa: «Ha detto di essere l’ufficiale giudiziario, io gli ho aperto il cancello – prosegue Luisa – e gli ho fatto vedere i pochi oggetti d’oro che avevo in casa, messi sul tavolo: è stata un’ingenuità, ma volevo dimostrare che con quella storia della rapina io non c’entravo niente. Mi ha insospettito subito il modo con cui li guardava... All’improvviso ha fatto per prenderli, ma io sono stata pronta: ho tirato su la tovaglia con tutto e sono scappata fuori urlando “aiuto, aiuto!”. Quello che era entrato in casa è corso subito in macchina dove l’aspettava il complice, e sono partiti a razzo: hanno anche tentato di investirmi. Gente pericolosa, per fortuna ho saputo che i carabinieri li hanno trovati».
Sono stati individuati e denunciati dai carabinieri di Pavullo in collaborazione con quelli di Sassuolo: si tratta di due giovani sui 30 anni.
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