Pedinati e presi finti carabinieri a Sassuolo. Stavano per rubare 10mila euro
I militari, quelli veri, sono intervenuti e hanno fermato le tre persone. La donna raggirata doveva consegnare ai malviventi gioielli e contanti
SASSUOLO. Aveva già messo in un sacchetto gioielli per un valore di circa 10mila euro e quasi 500 euro in contanti, pronta a consegnarli a quello che credeva essere un incaricato dei carabinieri. In realtà, dietro quella telefonata c'era il tentativo di mettere a segno un furto con la tecnica del “finto carabiniere”. Il piano è stato però interrotto dai militari prima che i responsabili riuscissero a entrare nelle abitazioni.
Due uomini sono stati arrestati a Sassuolo, gravemente indiziati di aver tentato due furti in casa ai danni di altrettante donne, entrambe ultrasettantacinquenni. L'intervento è avvenuto il 2 ottobre, nell'ambito di un servizio organizzato dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sassuolo proprio per prevenire truffe e furti ai danni delle persone anziane. I militari, alcuni in uniforme e altri in abiti civili, stavano controllando il territorio quando hanno notato una vettura con a bordo due uomini. Il passeggero è sceso in due momenti diversi, raggiungendo altrettante abitazioni, per poi tornare sull'auto guidata dal complice.
Le indagini lampo
Gli spostamenti hanno insospettito i carabinieri, che hanno deciso di seguire la vettura e, contemporaneamente, di verificare cosa stesse accadendo nelle due case raggiunte dall'uomo. È così emerso che entrambe le anziane erano state contattate poco prima al telefono da una persona che si era spacciata per carabiniere.
La telefonata seguiva uno schema ormai noto nelle truffe agli anziani. Il falso militare aveva raccontato alle vittime che in zona era stata commessa una rapina e che alcuni beni potevano essere collegati alla refurtiva. Per questo avrebbe dovuto raggiungerle a casa un incaricato, con il compito di verificare gioielli, denaro e altri oggetti di valore presenti nelle abitazioni. Una delle due donne, convinta dalla telefonata, aveva quindi raccolto gioielli per un valore indicativo di circa 10mila euro, oltre a quasi 500 euro in contanti. I preziosi e il denaro erano già pronti per essere consegnati quando sono intervenuti i carabinieri. In nessuno dei due casi, però, i responsabili sono riusciti a entrare nelle abitazioni e a impossessarsi dei beni.
Nel frattempo i militari avevano ricostruito quanto stava accadendo e sono intervenuti nei confronti dei due uomini che si trovavano sull'auto. Gli accertamenti avrebbero inoltre permesso ai carabinieri di verificare i contatti telefonici tra i due uomini e la persona che aveva chiamato le anziane fingendosi carabiniere. Un elemento che, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avrebbe collegato i due arrestati ai tentativi di furto. I due sono stati quindi arrestati in quella che viene definita una situazione di quasi flagranza, con l'accusa di essere gravemente indiziati, in concorso tra loro, dei due tentativi di furto aggravato in abitazione.
Dopo gli accertamenti e le formalità di rito, il giorno successivo, 3 ottobre, i due sono comparsi davanti al giudice del Tribunale di Modena per il giudizio direttissimo. Gli arresti sono stati convalidati.
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