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Esorcisti in Italia, chi può farlo davvero? Ecco come vengono nominati e i criteri

di Stefania Piscitello
Esorcisti in Italia, chi può farlo davvero? Ecco come vengono nominati e i criteri

Gli iscritti all’Aie nel mondo sono oltre mille, in Italia circa 340

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Nella provincia di Modena l’ultimo a ricevere l’incarico è stato don Gabriele Brusco, parroco dell’unità pastorale di Fossoli, Budrione e Migliarina , che il vescovo Erio Castellucci ha nominato esorcista della Diocesi di Carpi. Ma quanti sono gli esorcisti in Italia? Come avviene la nomina?

Non risulta esserci un registro completo e pubblico dei sacerdoti autorizzati a questo tipo di rito, ma per fare un bilancio – comunque parziale – ci si può servire dei dati forniti dall’Aie, l’Associazione Internazionale Esorcisti. Si tratta di una associazione privata di fedeli riconosciuta dalla Santa Sede e, se è vero che gli esorcisti devono essere autorizzati dal vescovo, non è altrettanto vero che tutti gli autorizzati siano iscritti all’Aie.

Il bilancio

Alcuni dati comunque l’associazione li ha forniti in un lungo comunicato a conclusione del convegno del settembre 2025. A quella data l’associazione aveva superato il migliaio di iscritti. L’Italia è il paese con il numero più alto: 340 membri.

L’associazione è presente in ben 58 paesi e, secondo i dati diffusi dall’Aie, in poco più di dieci anni i suoi iscritti sono quadruplicati.

Come si diventa esorcisti

A tracciare le linee guida è il diritto canonico. In particolare, il canone 1172 stabilisce che nessuno può praticare legittimamente esorcismi su una persona posseduta senza avere «ottenuto dall’Ordinario del luogo una peculiare ed espressa licenza».

La licenza, ovviamente, non viene concessa a tutti ma solo ad alcuni selezionati sulla base di precise caratteristiche: sacerdoti che si siano distinti per “pietà, scienza, prudenza e integrità di vita”, come si può leggere anche sulla Lettera agli ordinari riguardante le norme sugli esorcismi pubblicata sul sito ufficiale della Santa Sede. «Pertanto – si legge ancora – i Vescovi sono vivamente pregati di esigere l'osservanza di queste norme».

Come riconoscere una presunta possessione

I criteri di discernimento sono indicati nelle premesse del rito degli esorcismi. Si tratta di criteri e indizi che possono permettere di arrivare «con prudente certezza alla convinzione che ci si trovi dinanzi a una possessione diabolica».

Tra gli “indizi”:

- Parlare utilizzando molte parole di lingue sconosciute prima sconosciute o capirle;

- rendere note cose distanti o nascoste;

- dimostrare una forza superiore alle proprie condizioni fisiche;

- mostrare una forte avversione verso Dio, la Madonna, i santi, la croce e le sacre immagini.

Il testo vaticano precisa però una cosa: «È importante accertarsi, prima di celebrare l'esorcismo, che si tratti di una presenza del Maligno e non di una malattia».

Attenti alle truffe

L’Associazione Internazionale Esorcisti, in una nota pubblicata nel 2025, scrive che «si biasima l’atteggiamento di alcuni Sacerdoti, Consacrati e Fedeli Laici che, privi di formazione adeguata e di mandato episcopale, anziché rinviare i casi di possibile azione straordinaria del Maligno a chi ha ricevuto un peculiare ed espresso mandato dal Vescovo diocesano, si cimentano in percorsi di liberazione arbitrari, non autorizzati dalla competente autorità ecclesiastica. Ancor più grave è quando dissuadono i fedeli dal rivolgersi all’esorcista ufficiale della propria diocesi, suggerendo di cercare altre figure di esorcisti considerati “più potenti” o per sostenere l’idea di una presunta azione demoniaca straordinaria da essi individuata».

L’allarme riguarda anche sedicenti esorcisti che offrono le proprie prestazioni via social in cambio di denaro. L’invito, dunque, è a rivolgersi ai canali ufficiali della propria diocesi e a verificare che chi esercita questo ministero abbia ricevuto il necessario mandato dell’autorità ecclesiastica.

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