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Il caso

Modena, El Koudri tenta il suicidio in carcere

Modena, El Koudri tenta il suicidio in carcere

Il 31enne, accusato di strage, ha assunto un mix di farmaci ma è stato soccorso dalla Polizia penitenziaria: è già stato valutato fuori pericolo

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Modena Salim El Koudri, il 31enne accusato della strage del 16 maggio scorso a Modena, ha tentato il suicidio all’interno del carcere Sant'Anna ingerendo un ingente quantitativo di farmaci. L’uomo, custodito nella sezione Icare riservata ai detenuti sottoposti a sorveglianza per rischio autolesionistico, è stato soccorso ieri sera dal personale di custodia e trasportato d'urgenza in ospedale in stato di incoscienza. A seguito delle cure ricevute al Pronto Soccorso, El Koudri si è ripreso e non sarebbe in pericolo di vita. Sull’accaduto sono state avviate verifiche per accertare come l'indagato — nei cui confronti nei giorni scorsi la perizia psichiatrica dell'incidente probatorio ha confermato la piena capacità di intendere e di volere — sia riuscito a procurarsi e ad accumulare i medicinali.

Proprio venerdì scorso El Koudri era arrivato in tribunale a Modena, “scortato” dagli agenti della polizia penitenziaria che sono arrivati con il loro mezzo da un ingresso laterale. La tensione, in quella che è stata la sua prima uscita dal carcere dopo la strage, era alta e i riflettori si sono riaccesi sulla perizia psichiatrica. Sapeva cosa stava facendo quel 16 maggio, quando in centro a Modena, alla guida della sua Citroen C3 ha travolto i passanti ferendo otto persone: una di loro, Monica Esposito, è morta due mesi dopo in ospedale mentre un’altra, una turista tedesca, ha subito l’amputazione di entrambe le gambe. Sono queste le conclusioni della perizia psichiatrica disposta dalla Procura .

Salim El Koudri si è ritrovato, in quella circostanza, per la prima volta faccia a faccia con le sue vittime e con i loro parenti.

La dottoressa Matilde Forghieri, psichiatra, ha concluso sostenendo che non ci sarebbe «un nesso di causalità medico-legale tra l’azione posta in essere e la sintomatologia riscontrata». Inoltre non sarebbero «emersi elementi di scollamento della capacità di comprensione dei gesti svolti». Si è parlato della sua «personalità narcisistica», di elementi di «odio» e «rabbia». I suoi precedenti accessi al Csm sono noti e sono stati tenuti in considerazione, ma la sintomatologia pregressa non sarebbe così grave da avere intaccato la sua capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Insomma, per i consulenti il quadro è chiaro: «Capace di intendere e di volere al momento dei fatti».

L’avvocato difensore Fausto Gianelli aveva spiegato di avere depositato una memoria difensiva contenente alcune considerazioni e ha interrogato i consulenti su una questiona: se i farmaci antipsicotici che in passato erano stati prescritti a El Koudri siano farmaci normalmente prescritti a persone affette da disturbi gravi. Tutto dipende, ha spiegato la dottoressa Forghieri, dalla posologia: si tratta di farmaci utilizzati anche per la stabilizzazione dell’umore. La premeditazione al momento è stata esclusa come anche l’aggravante del terrorismo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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