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La vicenda

Sorprende sua moglie in auto con un uomo in mutande: lo massacra di botte

di Daniele Montanari
Sorprende sua moglie in auto con un uomo in mutande: lo massacra di botte

L’uomo di 52 anni è stato trovato con lei mentre fumavano crack in macchina. La Procura ha chiesto il carcere per l’aggressore, un 29enne di Soliera

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SOLIERA. Pugni e bastonate per “punire” il rivale in amore. Un’Arancia Meccanica, per motivi di gelosia.

La ricostruzione

È questa, secondo la Procura, la ragione del brutale pestaggio avvenuto la sera del 13 settembre scorso in via Paganini, a Soliera. Quando arrivarono, i carabinieri trovarono un 52enne italiano in mutande, senza maglietta né pantaloni, che si aggirava per la strada in evidente stato di agitazione, con una vistosa tumefazione allo zigomo destro. Interrogato sull’accaduto, riferì di essere stato coinvolto in una colluttazione con un “amico” di lunga data, un 29enne originario del Gambia, che vive a Soliera come lui, subito dopo rintracciato e sentito. Da quanto ricostruito dai militari, era andata così.

L’aggressione

Il 29enne mentre passava a piedi lo aveva sorpreso in auto con sua moglie, una 52enne italiana, mentre consumavano insieme crack, lei seduta nel posto di guida e lui in quello del passeggero. Il 29enne ha subito sospettato che quella situazione così intima fosse indice di un tradimento. Ha quindi aperto lo sportello e, vedendolo in mutande, ha sferrato uno schiaffo al 52enne, per poi riempirlo di pugni quando è sceso. Mentre gli gridava di lasciar perdere sua moglie, convinto che fosse il suo amante lo ha colpito anche con un bastone che gli ha spezzato a metà un braccio, tanto da richiedere un intervento chirurgico per ridurre la frattura. Nonostante la brutalità dell’accaduto, il 52enne vittima del pestaggio non ha presentato querela contro “l’amico”. Le lesioni però sono perseguibili lo stesso d’ufficio, perché sono gravi raggiungendo i 60 giorni, data la presenza di svariate fratture (anche allo zigomo). Alla luce della brutalità dell’aggressione, la Procura ha chiesto il carcere per il 29enne, ritenendo socialmente pericolosa una persona che ha agito in quel modo senza nessuna interlocuzione con la vittima.

L’altra ricostruzione

Di diverso avviso l’avvocato del 29enne, Giuseppe Rizzo, che ha compiuto indagini difensive evidenziando un’altra verità dopo aver sentito la moglie dell’indagato. La donna ha riferito che il marito non era andato su tutte le furie perché sospettava un suo tradimento, ma perché arrabbiato per il fatto che il 52enne aveva preso il portafoglio al marito e con la sua carta di credito aveva prelevato 750 euro che erano serviti a comprare il crack che lei e lui stavano fumando insieme quella sera. Ha escluso la gelosia come movente, e ha detto di non averlo visto picchiare l’altro col bastone. Vedremo cosa nel penserà il giudice. 


 

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