Lo stadio Braglia compie 90 anni tra gloria, rinascite e grandi sfide: una storia che è entrata nel mito
Nel giorno di Modena-Verona si celebra un compleanno davvero speciale: ecco la storia dell’impianto cittadino
MODENA. Ne ha viste di tutti i colori. Letteralmente, per le decine e decine di squadre che, fasciate appunto dei propri diversi colori sociali, ci hanno giocato, ma anche metaforicamente per tutte le vicende che lo hanno interessato nell’arco di novant’anni. E, volendo considerarlo pure nella sua prima versione, lo stadio di Modena ne ha viste davvero di tutti i colori, compresa la chiusura forzata per parecchi mesi causata del fallimento del 2017. Domenica 11 ottobre, in occasione di Modena-Verona, ricorre il novantesimo anniversario della prima partita di campionato disputata nello stadio che dagli Anni Cinquanta è intitolato ad Alberto Braglia, il grande ginnasta cittadino vincitore di tre ori olimpici nei Giochi di Londra (1908) e Stoccolma (1912).
Dal velodromo al primo campo da calcio
Il… nonno dell’attuale impianto in origine fu un Velodromo in legno costruito nella primavera 1912, che pochi mesi dopo diventò solo un campo per il calcio, essendo stata abbattuta la pista. Si trovava nella stessa zona della città in cui sorge adesso il Braglia ed era conosciuto come Campo dell’ex Velodromo Piazza d’Armi. Durante la Prima Guerra Mondiale, fu requisito e il suo terreno divenne pascolo di buoi, tornando alla vera funzione solo nel 1919, con nuova tribuna e una cinta muraria costruita con le mura cittadine abbattute, venendo poi identificato come Campo di Viale Fontanelli.
Il nuovo stadio inaugurato nel 1936
Alla fine della stagione 1935/36 iniziarono i lavori per la costruzione di un nuovo stadio, più adeguato alla realtà di una città cresciuta e di un club calcistico già entrato nella élite del football nazionale. La nuova struttura portò anche a una diversa disposizione del campo di gioco, non più est-ovest, ma nord-sud, in ottemperanza al regolamento federale. I lavori non sarebbero terminati per l’inizio della Serie B 36/37, quindi il Modena chiese una deroga per disputare le prime quattro partite in trasferta, dalle quali tornò imbattuto con una vittoria (3-1 a Messina) e tre pareggi (Catania, Viareggio e Palermo).
Finalmente arrivò il momento dell’inaugurazione e della prima gara ufficiale dei Canarini nel loro stadio l’11 ottobre 1936: pioveva a dirotto, ma la cerimonia fu solenne, mentre la partita, davanti a un pubblico notevole, partorì solo uno zero a zero non proprio spettacolare, a causa anche del terreno scivoloso, ma la pioggia se non altro rappresentò un eccellente collaudo, superato brillantemente, per il nuovo prato all’inglese di 110 metri per 70, dimensioni che allora pochissimi stadi potevano vantare.
Dalla Serie A all'intitolazione ad Alberto Braglia
Alla fine di quel torneo di Serie B il Modena si piazzò al terzo posto, sfiorando la promozione, che centrò un anno dopo potendo poi giocare in uno stadio dotato anche della nuova tribuna, in pratica la stessa di adesso. Il 18 settembre 1938 i gialloblù debuttarono nella ritrovata Serie A ospitando il Liguria (2-3 il risultato) e prima dell’incontro ci fu l’intitolazione dello stadio a Cesare Marzari, modenese, ex giocatore del Modena con una sola presenza, caduto nella guerra civile in Spagna. Colpito dai bombardamenti, dopo la guerra lo stadio fu rimesso a nuovo, in tempo per vedere il terzo posto in Serie A del 1947, fu ridenominato Stadio Comunale e nel 1957 intitolato ad Alberto Braglia.
Gli ampliamenti e la ristrutturazione
I lavori per ampliare le tribune di ogni ordine portarono negli Anni Sessanta alla capienza di oltre 30 mila persone, nel settembre 2000 la curva sud fu intitolata all’ex presidente gialloblù Gigi Montagnani e nel 2013 la gradinata all’ex giocatore Paolo Ponzo. Dopo il ritorno in A del 2002 iniziò una significativa ristrutturazione, attuata per stralci, che portò la capienza agli attuali 19.387 posti a sedere e che fu resa possibile da un virtuoso accordo tra il Comune di Modena, proprietario dell’impianto, e Romano Amadei, allora patron del club gialloblù. Ristrutturazione ripresa e continuata poi a vari livelli negli ultimi anni per iniziativa della famiglia Rivetti, che gestisce lo stadio in convenzione col Comune.
Dal calcio internazionale alle coppe e agli spareggi
Ricordiamo che il Braglia ha ospitato, tra le altre, anche due partite della Nazionale A, cinque dell’Under 21, due della Nazionale Femminile, il Sassuolo in Serie B, il Carpi in A, due match di Coppe Europee di Bologna e Juventus, il Modena Femminile e alcune gare di Castelvetro e Rosselli Mutina. Oltre alla Coppa Anglo-Italiana vinta due volte dai gialli, e a diverse partite di spareggio in qualità di campo neutro.
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