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A Modena è emergenza casa: «Affitti alle stelle e sfratti in aumento»

di Stefano Luppi
A Modena è emergenza casa: «Affitti alle stelle e sfratti in aumento»

Dal caso della novantenne costretta a lasciare la casa dopo 50 anni ai 336 sfratti esecutivi nel 2025. Il Sunia denuncia la speculazione e chiede più alloggi a prezzi sostenibili e il ripristino del fondo per le famiglie in difficoltà

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MODENA. Una novantenne costretta a lasciare la casa in cui viveva da mezzo secolo. Camere affittate a prezzi da miniappartamento, alloggi sempre più difficili da trovare e migliaia di famiglie che chiedono aiuto per pagare il canone. Dietro i numeri della crisi abitativa modenese ci sono anche storie che raccontano una città cambiata profondamente dove, come purtroppo abbiamo spesso raccontato, avere un tetto a costi sostenibili sta diventando un problema non solo per le fasce più fragili, ma anche per lavoratori del ceto medio e pensionati. E mentre gli sfratti restano su livelli elevati, il dibattito si concentra sempre più su affitti brevi, speculazione immobiliare e carenza di nuove abitazioni.

Cosa sta succedendo

«A Modena di recente – spiegano il segretario di Sunia Modena (sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari) Marzio Govoni e il responsabile della sezione sfratti Rajen Amari – è accaduto che una 90enne modenese si sia vista costretta a cambiare casa dopo una cinquantina di anni di locazione, con uno sfratto di fine contratto. Certo è tutto legale, la proprietà privata è un diritto, ma certamente sul tema della casa c’è stata una crescita della speculazione ed eccessi, anche sotto la Ghirlandina. Il tema sfratti nel nostro territorio non ha tanta visibilità, ma si sta tornando agli anni Sessanta, quando i meridionali venivano qui nelle fabbriche e dormivano in posti a volte molto disagevoli. Per fortuna da noi le istituzioni ancora funzionano. Ma di recente in un bar abbiamo sentito alcuni amici farsi belli con le seconde case messe a reddito breve e l’unico che la dava in affitto lungo faceva la figura del fesso o quasi».

Il tema casa è dunque sempre più al centro del dibattito, pur senza raggiungere i livelli spagnoli di questi giorni.

L’intervista

Partiamo dai numeri degli sfratti eseguiti nella nostra provincia?
«I dati del Ministero degli Interni – esordisce Rajen Amari – ci dicono che nel 2025 gli sfratti emessi per fine locazione sono stati in tutto 107, di cui 47 a Modena città, mentre quelli per morosità (l’inquilino che non paga, ndr) o altre motivazioni sono stati 83 nel capoluogo e 206 in provincia: in tutto si arriva così a 396 sfratti, un dato in calo del 13,5% rispetto a due anni fa. Il totale a Reggio invece è di 286, ma mentre a Modena il dato cala del 13,5% sull’anno precedente, a Reggio cresce del 15%».

E per gli sfratti esecutivi, con l’ufficiale giudiziario e le forze dell’ordine?
«La provincia di Modena ne ha visti, nel 2025, 336 su del 2% circa rispetto al 2024. Modena è un po’ in controtendenza rispetto ad altre province emiliane, Reggio ad esempio va giù del 3% anche se Bologna cresce del 4,5% e Ferrara addirittura del 14%».

I dati nelle grandi città sono in calo più netto: Milano -93% di sfratti, Firenze -31% e via dicendo, mentre da noi la percentuale sale. Che significa?
«Che si rende necessaria una attenzione estesa riguardo alla crisi abitativa di Modena e non solo di Modena. Ad esempio, il cemento è cemento dappertutto, mentre nel capoluogo negli anni scorsi si è scelto di non costruire per le esigenze abitative odierne mentre i comuni limitrofi sono cresciuti. Il risultato è l’intasamento, visto che molti vengono al lavoro a Modena ma sono residenti fuori, di via Vignolese, la via Emilia fino a Castelfranco, la Strada nazionale per Carpi».

Qual è la situazione al di là dei numeri?
«Stanno crescendo molto gli affitti transitori, che vanno da un mese a 18 mesi massimo anche se essi non rispettano la legge ma sono accordi tra le parti – prosegue Govoni –. In questo caso occorre adottare il canone concordato con un prezzo della rata mensile bloccato, ma non viene mai rispettato e così chi utilizza il canone concordato nel 30% dei casi chiede cifre molto più alte. Un esempio? Una camera di 12 mq, non un appartamento, con bagno anche dignitosi a 700 euro al mese… Ma poi abbiamo visto anche locali di 7 mq accatastati come cantina venduti a 400 euro sui maggiori siti web».

Cosa bisognerebbe fare?
«Intanto va detto che non tutte le migliaia di alloggi dichiarati vuoti lo sono realmente e il Comune potrebbe facilmente analizzare le bollette per comprenderlo, ma ci sono anche problematiche di privacy (inoltre un ente locale guadagna l’Imu massima se l’immobile è dichiarato vuoto, ndr). Ora in Provincia è nato l’Osservatorio casa, speriamo dia risultati. Anzitutto occorrerebbe costruire alloggi per piccoli nuclei familiari a Modena perché pensarla come una città-parco non è stata una politica utile visto che poi è scoppiata la cintura. Sarebbe ottimo eliminare parcheggi eccessivi, piazzali di cemento inutili, zone con capannoni vuoi a favore appunto di terreni ove costruire. I costi delle abitazioni devono essere più sostenibili».

Costruire dipende da scelte locali, cosa chiedete invece al governo nazionale?
«A Roma è in fase di studio il ddl sfratti che, negli obiettivi dichiarati dal governo, dovrebbe servire ad accelerare le procedure di rilascio degli immobili anche con l’obiettivo di stimolare i proprietari a mettere le case vuote sul mercato. Sostanzialmente si passerebbe dalle procedure da discutere in tribunale a un procedimento tutto amministrativo. Noi chiediamo di cancellare questo disegno di legge e chiediamo anche che il governo riattivi il fondo nazionale per le morosità incolpevoli, che è stato completamente azzerato. Un autentico scandalo perché aiutava le famiglie deboli, per fortuna che la Regione ha messo un bonus affitti».

E’ una iniziativa utile quest’ultima?
«Moltissimo. Solo a noi, Sunia Modena, sono arrivate 400 domande che ora saranno esaminate per vedere quali rispettano i vincoli piuttosto ristretti dell’Isee; tali domande a livello regionale, e Bologna segue altre prassi, sono oggi ventimila, quindi nel Modenese le richieste del bonus saranno alcune migliaia. Riceviamo continuamente telefonate, non si è mai visto tanto interesse».

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