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Il duplice omicidio

Un’amica dell’anziana uccisa dal figlio: «L’ultima telefonata a Vincenza e quel messaggio mai arrivato»

Un’amica dell’anziana uccisa dal figlio: «L’ultima telefonata a Vincenza e quel messaggio mai arrivato»

La testimonianza di Nadia Ganzerli, amica e collega della 74enne uccisa a Mirandola insieme al marito Pietro: «Le discussioni in famiglia c’erano spesso e sempre e solo per lui»

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MIRANDOLA. «Quando abbiamo sentito dei due coniugi morti in casa in via Imperiale, ho detto “Ora chiamo Vincenza e speriamo che non siano loro”. C'era la segreteria telefonica, allora le ho mandato un vocale su whatsapp chiedendole, quando sentiva il messaggio, di richiamarmi. Ma il messaggio non è mai arrivato, perché non c'era nemmeno la seconda spunta».

Lo racconta Nadia Ganzerli, amica strettissima di Vincenza Giannini, la 74enne originaria di Foggia uccisa e decapitata insieme al marito Pietro Ferdinando Casari, 82 anni, nella loro abitazione a Mirandola.

Il ricordo

«Abbiamo lavorato insieme per oltre 30 anni - dice - al distretto biomedicale. Vincenza e Pietro si erano sposati tutti e due in seconde nozze, Pietro aveva suo figlio Stefano, Vincenza aveva Daniele. Un ragazzo da sempre problematico, venuto su senza suo papà. Vincenza ci raccontava sempre in fabbrica quello che succedeva, i problemi che aveva con suo figlio, che non aveva voglia di lavorare e nemmeno si impegnava per trovare una occupazione. E anche Pietro lo diceva. Daniele frequentava amici un po' così e si vede che pian piano ha preso la strada sbagliata. Vincenza lo ha sempre fatto contento, ma le discussioni erano tante e si vede che l'ultima poi è degenerata. La mia amica era una donna speciale, buona, brava, una grande lavoratrice, ha lavorato solo per suo figlio. Ma Daniele resisteva al lavoro per pochi mesi, una volta al Comune, un'altra al Tribunale di Modena, e già da un po' ormai era a casa. Le discussioni in famiglia c'erano spesso e sempre e solo per lui, che chiedeva di continuo soldi, sigarette senza guadagnare nulla. Anche Pietro era un uomo bravissimo, che dopo la pensione era andato a lavorare a Senigallia in estate come manutentore di macchine delle industrie conserviere. Insieme, lui e Vincenza, erano una coppia bellissima, innamorati e bravi. Questa è stata una notizia terribile, che davvero ci ha scosso tutti».

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