Ferrari Hypersail, svelata l’astronave che volerà sugli oceani: viaggio dentro al cantiere
Alla scoperta dell’area lavori a Pisa che sta ultimando lo scafo. A gennaio lo spostamento a Livorno, poi l’atteso varo
PISA. Da Maranello si comincia a vedere il mare. Lo si accarezza amorevolmente, perché l’infinità azzurra antistante Livorno è destinata presto a tingersi di rosso, di rosso Ferrari, e a diventare la miglior alleata del sogno da record che la più famosa casa automobilistica e motoristica del mondo sta cullando da anni e che ora è definitivamente entrato nella sua fase operativa. Anzi, il sogno - lo possiamo affermare dopo averlo potuto visionare coi nostri occhi - ha già preso forma. In un cantiere navale lungo l’Aurelia tra Pisa e Livorno giorno dopo giorno si sta trasformando in rivoluzionaria realtà il Cavallino dei mari che fino a qualche anno fa era solamente disegnato su carta e rapportato in scala in un modellino.
Un astronave sulle onde
Hypersail, l’astronave delle onde con cui Ferrari sfiderà gli oceani del pianeta ad una velocità a ridosso dei cento chilometri all’ora, ha imboccato la dirittura d’arrivo della costruzione. Si tratta di un autentico gioiello di innovazione, architettura, design e tecnologia, sarà una vera e propria barca a vela “volante”. Quando sarà in volo - dicono da Ferrari - sarà sospesa sull’acqua per cinque metri. Il suo obiettivo è ambizioso ma considerato alla portata: la conquista del Trofeo “Jules Verne”, la celebre sfida nautica che premia il giro del mondo più veloce realizzato con equipaggio, senza scalo e senza assistenza. La distanza è fissata in 21.600 miglia nautiche (circa 40mila chilometri) e il tempo da battere è quello di 40 giorni, 10 ore, 45 minuti e 50 secondi. Maranello, insieme a Pisa, dove si sta completando la costruzione dello scafo e dove sono arrivate anche le appendici (gli elementi immersi in acqua che generano e modulano la portanza e governano la dinamica del “volo” sulle onde), e a Livorno, dove avverranno i test a terra e in mare e il varo, pensa concretamente di potercela fare. In occasione della visita guidata a cui è stato invitato anche Il Tirreno, è stata svelata la tecnologia che permetterà a Ferrari Hypersail di “volare” sul mare: un’architettura in cui l’ingegneria di foil (le idroale), chiglia e timone - le appendici dell’imbarcazione - si integra con l’innovativo sistema di gestione automatizzata del volo, il flight control. Due elementi che lavorano in sinergia per controllare e ottimizzare l’assetto della barca, garantendo stabilità e prestazioni durante la navigazione in modalità volante.
Le ali per poter volare
Le appendici sono le componenti fondamentali che lavorano sotto la superficie dell'acqua e attraverso le quali la barca genera portanza, gestisce l'equilibrio e reagisce alle condizioni del mare. Sono tre elementi distinti - foil, chiglia e timone - la cui forma è progettata per generare, modulare e gestire le forze necessarie. Insieme creano altrettanti punti di appoggio e di controllo fondamentali per mantenere la barca stabile ed efficiente. I foil (le ali laterali) generano la portanza verso l'alto necessaria a sollevare lo scafo sopra la superficie del mare, riducendo l'attrito e permettendo di raggiungere la velocità desiderata. La chiglia, che presenta un’innovazione tecnologica distintiva del progetto Ferrari Hypersail, integra un foil, dotato a sua volta di una parte mobile (flap). Questa soluzione contribuisce alla gestione del volo e crea un terzo punto di appoggio, favorendo la stabilità durante la navigazione. Il timone supera la semplice funzione di direzionare la barca ed essendo equipaggiato con una piccola ala mobile (flap) sulla sezione verticale, contribuisce attivamente al controllo della navigazione attraverso continui micro aggiustamenti che consentono di mantenere la rotta.
La mente elettronica
Il flight control è il sistema di controllo elettronico che agisce da vera e propria centrale operativa di Ferrari Hypersail. Nasce dal trasferimento al progetto del know-how Ferrari sviluppato nell’ambito dei sistemi elettronici e di controllo dinamico delle vetture sportive. Il sistema gestisce automaticamente l’assetto della barca durante il volo: analizza continuamente vento, onde, velocità e inclinazione per regolare l'assetto in tempo reale, garantendo stabilità e prestazione durante la navigazione in assetto volante. Questa architettura si articola in una sequenza a tre stadi: una rete di sensori distribuiti sull'imbarcazione che misura costantemente lo stato del mare e i movimenti dello scafo; un computer di bordo che analizza i dati e calcola le correzioni necessarie; alcuni attuatori - i bracci e i pistoni meccanici che muovono le componenti - che regolano l'inclinazione di foil e appendici, bilanciando ogni variazione di assetto dell’imbarcazione. L’equipaggio resta comunque al centro della conduzione di Ferrari Hypersail. La tecnologia software è concepita per occuparsi delle attività che possono essere ottimizzate attraverso i sistemi di controllo, consentendo ai velisti di dedicare maggiore attenzione all'interpretazione delle condizioni in mare, alle scelte strategiche e alla ricerca della massima performance.
Materiali innovativi
La precisione del flight control e la resistenza delle appendici poggiano su una base solida: la struttura della barca. È qui che la scienza dei materiali avanzati garantisce la rigidità e la leggerezza necessarie per sopportare le sollecitazioni del volo. Per combinare massima leggerezza e resistenza estrema, lo scafo è realizzato con molteplici strati di fibra di carbonio. Questa combinazione rende lo scafo molto rigido, evitando deformazioni sotto il carico provocato dalla forza del mare e permettendo alle appendici di rispondere con precisione ai comandi. Nei punti soggetti ai carichi più estremi - come i bracci dei foil e il carrello della randa - la struttura è rafforzata con componenti che presentano una composizione “a sandwich”, con strati di carbonio e titanio: un’applicazione innovativa nella combinazione dei materiali, mutuata dal mondo delle sport cars.
Oltre 20 brevetti
Sin dall’inizio il progetto è stato ispirato dalla volontà di applicare alla vela oceanica la cultura tecnologica di Maranello. Un approccio che ha portato il lavoro di sviluppo su Hypersail a oltre 20 brevetti, di cui il Winch-by-Wire (quella tecnologia nautica che elimina i collegamenti meccanici tradizionali tra i verricelli e le vele, usando invece comandi e azionamenti elettronici), le turbine eoliche a range esteso e il sistema MV/HV (media e alta tensione) per l’integrazione delle fonti rinnovabili (comprendenti una copertura di circa 100 metri quadrati e sovrastrutture con pannelli solari calpestabili e dotati di grip antiscivolo), rappresentano una concreta e tangibile applicazione. A queste si aggiungono le soluzioni di un albero maestro orientabile provvisto di alule, piccole superfici simili ad alette, e una randa double skin per migliorare il controllo e la gestione delle vele. «Esiste infatti – ci ha spiegato Enrico Voltolini, project manager di Ferrari Hypersail – un parallelo diretto tra un'auto sportiva e un monoscafo volante: entrambe richiedono la massima efficienza aerodinamica e sistemi elettronici capaci di rilevare e correggere le reazioni del veicolo o della barca. Le simulazioni al computer, lo studio dei flussi d'aria e i software che governano la stabilità delle auto Ferrari diventano così gli strumenti chiave per far volare la barca. I dati potranno contribuire ad ampliare conoscenze, modelli di calcolo e metodi di simulazione Ferrari, confermando Ferrari Hypersail come un'avanguardia tecnologica integrata, sviluppata internamente per spostare più in alto l'asticella dell'innovazione».
Da Pisa a Livorno
Entro la fine di gennaio del 2027 dal cantiere pisano la super barca si sposterà nel nuovo hub operativo in allestimento a Livorno, all’interno degli spazi Azimut Yachts. La nuova sede è concepita come una vera e propria casa del progetto rappresentando, inoltre, il punto nevralgico per le attività a terra e in mare con un’infrastruttura d’eccellenza a supporto della gestione logistica e pratica delle prossime fasi di sviluppo e test in acqua. La sede ospiterà uffici dedicati al team di lavoro, agli ingegneri e allo shore team, palestre e aree per la preparazione atletica, oltre a laboratori specializzati per le componenti idrauliche, elettriche, meccaniche e per la stampa 3D. Pure le scelte cromatiche dell’hub si ispirano al design della livrea della barca, in cui il grigio Hypersail e il giallo fly si alternano in una composizione lineare e rigorosa, inglobando due ordini di finestrature: quelle in vetro sono riservate agli uffici, mentre le pannellature in policarbonato renderanno riconoscibili gli spazi dedicati all'imbarcazione. Sul tetto dell’edificio sarà addirittura rappresentata in tutta la sua estensione la sagoma tecnica della pianta della barca, con la prua rivolta verso l’uscita dall’hangar. L’attesissimo varo, su cui saranno convogliati gli occhi di mezzo mondo, è programmato entro il mese di maggio.
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