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Il caso

Morì per la diagnosi sbagliata. Due medici verso il processo

di Daniele Montanari
Morì per la diagnosi sbagliata. Due medici verso il processo

Gli esami sulla 66enne di Castelfranco facevano pensare a un infarto

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CASTELFRANCO. Morì in Pronto soccorso, per una patologia che non fu diagnosticata in tempo. I due medici che la presero in carico sono indagati per omicidio colposo, e vanno verso il processo. Ma è ancora da stabilire con che formula.

Il caso riguarda una 66enne che viveva a Castelfranco assieme al marito, madre di due figli già adulti all’epoca. Tutto accadde il 14 aprile 2022. Secondo una prima ricostruzione, le cose andarono così. La signora non si sentiva bene, e verso mezzogiorno andò al Pronto soccorso del Policlinico per farsi visitare, al cuore in particolare. Fu presa in carico dalla dottoressa di turno, che dispose accertamenti di fronte a quello che sembrava essere un infarto. La dottoressa poi alle 14 terminò il suo turno e gli accertamenti furono continuati da un altro medico, che a fronte dei risultati degli esami sostanzialmente propendeva anch’egli per l’ipotesi di un infarto in atto.

Ma poco dopo l’arrivo degli ulteriori esami, la signora, che era stata appena visitata, accusò una crisi drammatica che ne provocò rapidamente la morte, senza alcuna possibilità di soccorso. Gli esami ulteriori accertarono che il decesso era stata causata non da un infarto, come ipotizzato, ma da una dissezione aortica. Una patologia molto rara e di estrema urgenza, che provoca la morte in pochi minuti.

Il marito e i figli della vittima hanno fatto denuncia, convinti che se la patologia fosse stata diagnosticata in tempo, lei si sarebbe potuta salvare. La Procura ha quindi aperto un fascicolo per omicidio colposo, iscrivendo entrambi i medici che l’avevano visitata. A difenderli, gli avvocati Lorenzo Muracchini (la dottoressa) e Luca Scaglione (il dottore). Entrambi convinti, dopo aver esaminato le conclusioni dei propri consulenti, che gli esami eseguiti facessero propendere per l’ipotesi dell’infarto rispetto a quella della dissezione, che è una patologia molto rara (in media, 3 casi su 100mila).

Ieri mattina i legali hanno chiesto al giudice l’ammissione al rito abbreviato, subordinato all’audizione dei rispettivi consulenti. Il pm Monica Bombana si è riservata di chiedere il contraddittorio con il proprio consulente. Il giudice comunicherà se ammetterà o meno il rito, e con che modalità, l’11 dicembre. Il marito e i figli della coppia sono stati risarciti dal Policlinico nel 2023, e non hanno quindi presentato domanda di costituzione di parte civile. 

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