Funerale unico per i coniugi decapitati a Mirandola: il figlio trasferito in un altro carcere
La Procura e la Medicina legale liberano le due salme
MIRANDOLA. Si terrà un funerale unico per l’ultimo saluto a Pietro Ferdinando Casari, 83 anni, e alla moglie Vincenza Giannini, 74. La coppia è stata uccisa e decapitata nell’abitazione di Mirandola in via Imperiale 10.
Il figlio di lei in carcere
In carcere, con l’accusa di duplice omicidio aggravato, c’è il figlio di lei, Daniele Tavoni, 54 anni, sottoposto a fermo dalla notte fra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre. A suo carico sono stati trovati “gravi indizi di colpevolezza”, come spiegato dal procuratore di Modena, Luca Masini. I corpi sono stati ritrovati legati in una stanza, le teste in un’altra, dentro a un contenitore di plastica. Si tratta di un duplice delitto che ha suscitato profondo sconvolgimento, quindi, anche per le modalità utilizzate e per la brutalità con cui ci si è accaniti sul corpo degli anziani coniugi. Ieri – 23 ottobre - le salme sono state liberate dalla Medicina legale del Policlinico, dove si è svolta l’autopsia, preceduta dall’esame esterno sui corpi. Dall’autopsia emergerebbe come causa della morte la decapitazione. Anche se dagli approfondimenti emerge come i due anziani siano stati colpiti ripetutamente da armi quali coltelli, mannaie e altri tipi di arma bianca. Rispetto al funerale, potrebbe svolgersi con ogni probabilità mercoledì e, anche se la chiesa rimane da definire, p possibile che lascelta ricada sul Duomo. Le esequie saranno curate dalle onoranze funebri Paltrinieri Rocco e Arkadi.
Tavoni trasferito a Reggio
Intanto. Daniele Tavoni, difeso dall’avvocato Luca Artioli, è stato trasferito a Reggio Emilia in attesa dell’incidente probatorio. Nei giorni scorsi, infatti, all’avvocato è stata notificata la richiesta di incidente probatorio da parte della Procura, che indaga con il pubblico ministero Marco Niccolini, per accertare la capacità di intendere e volere, e di stare a processo, di Tavoni. Quest’ultimo risulta affetto da psicosi delirante cronica, ma non si era più presentato alla struttura psichiatrica dal 2019 dov’era stata effettuata la diagnosi. Con la madre e il marito di lei avvenivano spesso discussioni perché volevano che lui ritornasse a curarsi. Inoltre, Tavoni non lavorava e la madre provvedeva al suo sostentamento. Anche i motivi economici erano alla base dei litigi. Vincenza avrebbe chiesto aiuto, vedendo le condizioni del figlio. Ora uno psichiatra valuterà le condizioni attuali del 54enne. L’uomo si sarebbe accanito più volte sui corpi dei famigliari con più colpi, prima di decapitarli. I corpi sono stati trovati legati, mani e piedi, con dei cavi elettrici. Durante le perquisizioni, gli investigatori della Squadra Mobile hanno sequestrato quattro coltelli da cucina, due mannaie e un cacciavite. «Daniele aveva chiesto di cenare insieme alla madre, mercoledì sera, e lei aveva confidato di avere paura di lui e dei suoi comportamenti violenti», rivela uno degli amici più stretti di Daniele Tavoni alla Gazzetta. «Vincenza temeva quella richiesta di cenare insieme al figlio, arrivata dopo un periodo difficile nei loro rapporti», ripercorre l’amico.
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