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Miopia sempre più diffusa: «A Modena un ragazzo su quattro vede sfocato»

di Ginevramaria Bianchi
Miopia sempre più diffusa: «A Modena un ragazzo su quattro vede sfocato»

Il direttore di malattie oftalmologiche dell’Aou di Modena Giuseppe Querques mette in guardia: «La salute degli occhi si gioca da piccoli attenzione alle cattive abitudini»

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MODENA. La miopia è sempre più diffusa, soprattutto tra bambini e adolescenti, e l’utilizzo prolungato degli schermi digitali solleva interrogativi sul suo impatto sulla salute visiva. Ma quali sono i numeri del fenomeno nel Modenese? A che età si comincia a portare gli occhiali nella nostra provincia e quali accorgimenti possono aiutare a proteggere la vista? Ne abbiamo parlato con Giuseppe Querques, professore ordinario di oftalmologia a UniMore e direttore della struttura complessa di malattie oftalmologiche dell’Aou di Modena, che in un'intervista alla Gazzetta fa il punto sulla diffusione dei difetti visivi, sui fattori di rischio e sull’importanza della prevenzione, dai primi anni di vita fino all’età adulta.

L’intervista

Professor Querques, ci dia qualche dato sulle persone miopi nella provincia di Modena

 «La miopia rappresenta un problema visivo molto diffuso anche nella nostra provincia, che conta circa 713 mila residenti. Applicando la prevalenza media europea del 23,5% possiamo stimare che circa 168 mila modenesi siano miopi, quasi una persona su quattro. Il fenomeno è particolarmente significativo nelle nuove generazioni. Secondo gli studi europei, la prevalenza della miopia passa dal 5,5% nei bambini tra i 6 e gli 11 anni al 25,2% negli adolescenti tra i 12 e i 17 anni. In quest'ultima fascia d'età, quindi, circa un ragazzo su quattro è miope».

Come mai secondo lei?

«La familiarità ha un ruolo importante: avere un genitore miope aumenta il rischio di sviluppare miopia del 16%, mentre con entrambi i genitori miopi l'aumento arriva al 42%, rispetto ai bambini con genitori non miopi. Anche l'ambiente influisce. Uno studio recente che ha coinvolto oltre 335 mila persone, ha rilevato che ogni ora aggiuntiva trascorsa quotidianamente davanti agli schermi è associata a un aumento del 21% del rischio di miopia. Il problema riguarda soprattutto bambini e adolescenti, perché i loro occhi sono ancora in fase di sviluppo e la miopia può progredire durante la crescita. Ma gli schermi non sono un problema esclusivamente giovanile. Negli adulti, il loro utilizzo prolungato può provocare affaticamento visivo, secchezza oculare, bruciore e difficoltà temporanee di messa a fuoco».

Qualche buona abitudine per proteggere i nostri occhi?

«Nei bambini è particolarmente importante trascorrere tempo all'aria aperta: circa due ore al giorno possono contribuire a ridurre il rischio di sviluppare miopia. È poi fondamentale utilizzare correttamente gli schermi digitali, mantenendo una distanza adeguata e facendo pause regolari. Un consiglio pratico è quello di guardare per almeno 20 secondi ogni 20 minuti qualcosa che si trovi a circa 6 metri di distanza. È utile anche ricordarsi di ammiccare frequentemente, per limitare la secchezza oculare. Anche l'alimentazione svolge un ruolo importante. Un'altra buona abitudine è proteggere gli occhi con occhiali da sole con adeguata protezione Uv».

E l'astigmatismo?

«Anche l'astigmatismo è un difetto visivo molto frequente. Secondo un importante studio epidemiologico europeo, interessa circa il 24% degli adulti, quindi quasi una persona su quattro. Esiste però una differenza importante: mentre per la miopia abbiamo evidenze di un aumento significativo negli ultimi decenni, per l'astigmatismo non è stata dimostrata una crescita altrettanto evidente. L'astigmatismo, inoltre, può interessare tutte le età e diventa più frequente anche nelle persone anziane. Per quanto riguarda gli schermi, non esistono attualmente prove scientifiche solide che smartphone, tablet e computer provochino direttamente l'astigmatismo, questo difetto dipende infatti principalmente dalla forma della cornea e, in parte, del cristallino».

Come cambia tra uomini e donne il rischio per la vista?

«Alcune patologie risultano più frequenti nelle donne, come affezioni vitreoretiniche a carattere chirurgico. Anche particolari forme di degenerazione maculare legata all'età mostrano una predominanza femminile. Per quanto riguarda la miopia, gli studi europei mostrano una prevalenza leggermente superiore nelle donne, ma senza differenze statisticamente significative. Altre patologie, invece, risultano più frequenti negli uomini, come la corioretinopatia sierosa centrale, il distacco di retina ed i traumi oculari. Non possiamo quindi affermare che un sesso sia complessivamente più a rischio dell'altro, le differenze dipendono dalla specifica patologia, dall'età, dalla predisposizione genetica e da numerosi fattori individuali e ambientali».

Ogni quanto andrebbe effettuato un controllo della vista?

«La frequenza dei controlli oculistici dipende dall'età, dalla presenza di difetti visivi e da eventuali fattori di rischio. Nei bambini, oltre agli screening visivi previsti fin dalla nascita, è generalmente consigliabile una valutazione oculistica completa intorno ai 3 anni, e comunque prima dell'ingresso nella scuola primaria. In presenza di strabismo, familiarità importante o altri segnali sospetti, il controllo deve essere anticipato. Durante l'età scolare, soprattutto nei bambini miopi, sono spesso indicati controlli ogni 6-12 mesi per monitorare la progressione del difetto. Negli adulti senza particolari problemi visivi, un controllo ogni due anni può essere un riferimento orientativo, da adattare alla situazione individuale. Dopo i 40 anni è opportuno prestare maggiore attenzione alla prevenzione di patologie come il glaucoma. Dopo i 60-65 anni, controlli annuali possono essere appropriati. Chi soffre di diabete, glaucoma o patologie retiniche può invece necessitare di controlli più ravvicinati. La raccomandazione più importante è non aspettare di vedere male per sottoporsi a una visita: alcune malattie oculari possono svilupparsi senza sintomi evidenti, e una diagnosi precoce può fare la differenza nel preservare la vista».

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