Gazzetta di Modena

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Inverno difficile

Freddo o bollette: che dilemma. Allarme per migliaia di famiglie

di Giovanni Medici
Freddo o bollette: che dilemma. Allarme per migliaia di famiglie

Federconsumatori: «Richieste di rate e timori per i distacchi utenze»

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MODENA. Contro l’aumento delle bollette di gas e luce dovremo sperare in un inverno mite? Dopo quanto avvenuto con la crisi energetica del 2022-2023, causata dalla guerra in Ucraina, la storia, denuncia Federconsumatori Modena, rischia di ripetersi.

La situazione

Il metano, a causa dell’attacco Usa all’Iran, è passato in un anno da 40 a 90 centesimi al metro cubo (dati medi) e dunque si prevede nei prossimi mesi l’arrivo di bollette più che doppie a casa dei modenesi. L’Iva del gas è intanto all’aliquota originaria, con gli oneri di sistema che pesano circa il 21%, e sempre più famiglie oggi chiedono alle aziende multiutility di rateizzare il pagamento e spesso non ce la fanno lo stesso, rischiando il distacco dell’utenza e il freddo.

«Un mercato, quello di gas e luce, profondamente malato, con più di 700 fornitori e un forte squilibrio a danno dei consumatori, unici danneggiati dalla crisi, schiacciati dal peso di bollette abnormi, mentre i gestori – spiega Marzio Govoni, presidente dell’associazione – producono utili elevatissimi, l’Eni il 125% in più ad esempio. All’epoca della crisi energetica dovuta allo scoppio della guerra in Ucraina la risposta del Governo era stata, rispetto all’approvvigionamento, la definizione di nuovi accordi con altri fornitori (Algeria e Azerbaigian) e il potenziamento del GNL (Gas Naturale Liquefatto) proveniente principalmente da Qatar e Stati Uniti. Per i consumatori furono messe in campo solo misure emergenziali e tardive, per tamponare il salasso ai danni delle famiglie: il risultato è stato quello di appesantire la perdita del potere d’acquisto dei salari degli ultimi dieci anni, che ha raggiunto l’8,4%».

Il commento

Ma Federconsumatori Modena critica anche le strategie delle aziende che disorientano i possibili clienti con mere iniziative di marketing e non propongono tariffe veramente vantaggiose per gas ed energia elettrica.

«I consumatori ci contattano chiedendoci di fare qualcosa contro contratti stipulati via telefono, che nascondono oneri di commercializzazione altissimi. E’ sempre più ampia poi la platea dei morosi incolpevoli mentre con il caldo estivo le bollette della luce, a causa dell’utilizzo dei climatizzatori, già sono cresciute” afferma Filomena Acquafredda, responsabile energia di Federconsumatori Modena - Tutto questo mentre pensioni e stipendi valgono meno, l’area della povertà aumenta e l’inflazione sta galoppando: ora è al 4.2% e ad ottobre arriverà certamente sopra un clamoroso 5%».

Per tagliare le spese come detto c’è chi sceglie di non utilizzare il termosifone, proprio ora che il Comune ha autorizzato l’accensione dell’impianto con l’arrivo dei primi freddi, e sono soprattutto anziani, famiglie che vivono in edifici energeticamente obsoleti, le persone più vulnerabili ma non tutelate. «Chi opera sul mercato ha più paura della cattiva pubblicità che delle regole – conclude Govoni – e il caos che regna porta tanti a non cambiare operatore anche se ciò gli costa di più, ancorati ai gestori presenti sul territorio, nel nostro caso Hera o Aimag, in precedenza monopolisti ma che di fatto mantengono salde posizioni dominanti che si traducono in offerte a prezzi poco convenienti e poco concorrenziali». Critico su questo tema con il Governo e le aziende controllate dallo Stato è anche il segretario generale della Cgil provinciale Alessandro De Nicola, che sottolinea pure come gli enti locali dovrebbero fare qualcosa in quanto azionisti delle multiutility. «Servono misure strutturali – ha spiegato ieri nella sede cittadina di Federconsumatori – per non ripetere la stessa situazione del 2022-23: ad esempio disaccoppiando i prezzi di gas ed energia elettrica. Ma d’altronde il Governo non solo non convoca le parti sociali per discutere come intervenire sul mercato dell’energia ma anche sugli extraprofitti nicchia…». 

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