Violenze e rapine di Halloween, chi sono gli aggressori: «Gruppi di ragazzi che intimidiscono i nostri figli»
Le parole dei residenti della frazione dopo i fatti del parco della Repubblica: «Si spostano in treno e bus, sono tanti e fanno paura»
FORMIGINE. Il parco della Repubblica di Casinalbo, all’indomani di Halloween, poco dopo pranzo, sembrava un’oasi di pace. Eppure è lì che sabato, appunto nella serata di Halloween, una banda composta da una quindicina di ragazzi ha creato il caos tra botte, rapine e molestie alle ragazze.
La testimonianza
«Qui una volta eravamo tranquilli – commenta Antonio Baraccani, che abita a Casinalbo – ma negli ultimi anni la situazione è cambiata. Ci sono questi gruppi di ragazzi che sono sempre più numerosi e che intimidiscono i nostri figli. Non ci sentiamo più sicuri. Per la maggior parte sono minorenni, è vero: ma sono tanti, e c’è da aver paura». Il figlio di Antonio un paio di anni fa, quando era ancora minorenne, è stato vittima di una rapina a Baggiovara, proprio al confine con Casinalbo: e proprio verso Casinalbo erano poi fuggiti i suoi aggressori. Quella sera Baraccani la ricorda come se fosse ieri: la telefonata di suo figlio, quegli attimi concitati, l’arrivo sul posto per sincerarsi prima di tutto delle sue condizioni e, poi, la ricerca del portafogli rubato.
«Adesso mio figlio è maggiorenne – spiega – ma io non mi preoccupo solo di lui. Mi preoccupo di tutti. E quello che posso dire è che siamo stanchi: si deve intervenire prima che si verifichi un nuovo episodio. I nostri ragazzi la sera vanno al parco per fare due chiacchiere o una passeggiata: a volte c’è buio e la presenza di queste bande è pericolosa. Bisogna stare attenti: i nostri figli non sono al sicuro e neanche noi».
Le richieste
E a Casinalbo da qualche tempo alcuni residenti stanno chiedendo che si faccia qualcosa: «Stiamo pensando di iniziare a manifestare. Ne abbiamo già parlato in consiglio di frazione, abbiamo anche chiesto la presenza di una sorta di “vigile di quartiere”». Queste bande sono composte perlopiù da minorenni: «Non so neanche se sia una sola banda o se si tratti di più gruppi. Però sono sempre di più, si spostano con i mezzi pubblici, sia con il treno che con le corriere. Alcuni forse vengono anche da fuori: si incontrano e poi fanno gruppo», aggiunge Antonio, che nel 2024 si era candidato con la lista “Formigine futura”.
I residenti
L’episodio di Halloween ha destato molto sconcerto nella comunità di Casinalbo, dove ora c’è preoccupazione soprattutto da parte di chi ha figli adolescenti: «Mia figlia – interviene una donna – ha sedici anni e capita che esca con le amiche per fare due passi: il parco della Repubblica, così come altre zone di Casinalbo, è tra i luoghi che frequenta. Adesso non mi sento più tranquilla a lasciare che esca la sera, anche se vicino casa. Dopo quello che è accaduto come faccio a non stare in pensiero? Penso che adesso, almeno per un po’, l’accompagneremo in auto dalle sue amiche, evitando per quanto possibile che si sposti a piedi. Anche se è difficile: è pur sempre una ragazza di sedici anni che, entro i limiti, inizia ad avere bisogno di autonomia, indipendenza e fiducia. Io ho piena fiducia in lei, ma ciò che ho perso è la fiducia negli altri».
In paese
Tra le vie del paese di giorno c’è poca gente: «Anche queste bande – commenta un altro – si vedono perlopiù la sera, o comunque dopo le 18. Essendo i componenti molto giovani, penso che sia perché molti vanno a scuola, anche se hanno comportamenti da sbandati...».
Se molti sono rimasti scossi da quanto emerso dopo l’episodio di sabato, c’è anche chi “difende” il luogo in cui vive: «È vero che di tanto in tanto si vedono questi gruppi numerosi – così Martina, mentre passeggia nei pressi del parco – ma a parte l’episodio di sabato non ho sentito di particolari problemi. Poi certo, quello delle baby gang è un fenomeno diffuso sull’intero territorio nazionale, e capita che si verifichino fatti come questo. Però personalmente a Casinalbo mi sento sicura e libera anche di girare la sera, cosa che in un altro posto, come Modena, non riuscirei a fare a cuor leggero».
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