A processo il “Lupin dei garage”: in quattro mesi, a segno 90 colpi
Arrestato dai carabinieri a Levizzano. Il suo covo era a Spilamberto
SPILAMBERTO. Fu arrestato nella notte del 19 febbraio, ritenuto responsabile di una serie di dieci furti aggravati commessi tra Vignola e Spilamberto, oltre che di resistenza a pubblico ufficiale e ricettazione. Ma si ipotizzava che gli episodi in realtà potessero essere molti di più, nell’ambito della fascia pedecollinare.
Il ladro
E i sospetti erano fondati, visto che adesso l’uomo, un 38enne di origini campane, a processo con rito abbreviato dovrà rispondere di ben 90 colpi, messi a segno tra Vignola, Spilamberto e Maranello, tutti con la stessa modalità di assalto alle autorimesse. Tante sono infatti le denunce arrivate ai carabinieri per razzie nei propri garage nel periodo che va dall’ottobre 2025 al 19 febbraio 2026, quando la “festa” per il 38enne è bruscamente finita con l’operazione messa a segno dai carabinieri del Norm di Sassuolo. I militari lo tenevano d’occhio da tempo, e la notte del 19 febbraio, grazie a un’attività di monitoraggio in tempo reale sull’asse Vignola-Spilamberto, lo hanno intercettato. Lui ha tentato una fuga a folle velocità zigzagando per le strade della pianura, finché non è stato bloccato a Levizzano Rangone, nei pressi della sua abitazione. Le successive perquisizioni hanno permesso di recuperare all’interno di un suo garage a Spilamberto parecchio materiale ritenuto provento di furto non solo recente, ma anche nei mesi precedenti. Ed è ciò che hanno confermato gli accertamenti. Procedendo a ritroso, i carabinieri grazie alle celle telefoniche hanno ricostruito i suoi movimenti trovandolo presente proprio nei pressi di garage derubati in precedenza, tra le Terre di Castelli e Maranello. Fino a documentare 90 colpi.
Le indagini
Secondo quanto ricostruito, agiva in solitaria con un metodo ormai collaudato: raggiungeva i garage condominiali in orari notturni, individuava quelli più isolati e procedeva a incidere la lamiera delle basculanti in corrispondenza della maniglia. Un taglio netto, rapido, sufficiente ad azionare il meccanismo di apertura e introdursi nei locali senza attirare troppo l’attenzione. Da lì, asportava ogni oggetto di valore facilmente trasportabile: trapani, avvitatori, flessibili, batterie e caricabatterie, insieme a strumenti professionali e materiali di uso quotidiano. In un caso, anche un monopattino elettrico. Bottino totale stimato in diverse migliaia di euro. Assistito dall’avvocato Monica Reggiani, ieri l’uomo ha chiesto il rito abbreviato, che consente di avere lo sconto di un terzo della pena. Il processo sarà il 13 gennaio.
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