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Il caso

Aggressione di Casinalbo, la sindaca ai cittadini: «Ci sono immagini chiarissime di quanto accaduto»

di Daniele Montanari
Aggressione di Casinalbo, la sindaca ai cittadini: «Ci sono immagini chiarissime di quanto accaduto»

La sindaca ai genitori: «I responsabili saranno identificati»

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FORMIGINE. È una comunità ferita quella di Formigine, dopo le aggressioni choc ai danni di ragazze e ragazzi nella notte di Halloween a Villa Aggazzotti e al parco Momo. Lo si è percepito chiaramente ieri sera – 4 novembre – nell’incontro di quartiere di Casinalbo, in cui si è parlato in larga parte dell’accaduto. Ma è una comunità che sta anche reagendo con tutte le contromisure possibile, come emerso negli interventi annunciati dalla sindaca Elisa Parenti.

Le reazioni dei cittadini

Diversi cittadini hanno preso la parola per manifestare la loro preoccupazione per l’accaduto, ricordando anche le avvisaglie del passato, tra episodi più o meno gravi. Preoccupazione, ma anche rabbia. «In passato avete minimizzato i fatti perché avete seguito i diktat di partito» ha detto addirittura una signora. «Noi denunciamo le cose, ma poi non sappiamo più nulla» ha detto un altro. C’è chi ha chiesto anche di togliere i sussidi alle famiglie di chi delinque, come fatto dal sindaco di Biella. «Sarebbe un atto illegittimo, abbiamo già fatto le verifiche con il segretario» ha risposto subito la sindaca, entrando poi nel vivo della questione e dei provvedimenti. «Noi siamo qui a condividere la vostra preoccupazione e la vostra rabbia – ha detto – siamo i primi a non tollerare episodi del genere. Oltre ad esprimere solidarietà a famiglie e ragazzi vittime, ci tengo a ringraziare chi ha trovato il coraggio e la forza di denunciare, perché senza denunce la giustizia non può agire. So che c’è anche chi sta desistendo dalla denuncia per paura di ritorsioni: non mi permetto di contestare la scelta personale, ma vi invito a riflettere sull’importanza della denuncia. Sappiamo che i carabinieri stanno sentendo i testimoni e raccogliendo le prove. Per i fatti del parco, possiamo contare su filmati di videosorveglianza chiarissimi: credo che saranno molto utili per l’identificazione dei responsabili. Confidiamo che le indagini possano essere chiuse presto e che gli aggressori siano chiamati a rispondere delle loro azioni. Ma i risvolti giudiziari non dipendono da noi».

L’intervento dell’assessore

L’assessore alla sicurezza Andrea Corradini ha sottolineato che sabato era stato schierato un dispositivo di vigilanza importante, tra polizia Locale, carabinieri e controllo di vicinato. «La polizia era passata dal parco 10 minuti prima dell’episodio». «È chiaro che non si può essere sempre dappertutto – ha osservato la sindaca – ma la vigilanza sul territorio è alta, e per questo ci tengo a ringraziare la comandante della polizia Locale, Susanna Beltrami, che sta terminando l’incarico. Abbiamo istallato un centinaio di telecamere in più, abbiamo aumentato gli agenti: non abbiamo mai subito diktat di partito, né minimizzato gli episodi di delinquenza. Lavoriamo per mettere in campo tutte le azioni di contrasto possibili. Stiamo pensando ore a un’ordinanza di chiusura anticipata alla sera per i negozi di vicinato che vendono alcolici, per evitare che li diano ai ragazzi. E ci stiamo confrontando per fare in modo che le polizia Locali possano vedere a scavalco le immagini di videosorveglianza, per monitorare le zone sensibili ai confini tra due comuni, penso alla Bertola per esempio». Contrasto per chi delinque, aiuto per le vittime: «Lunedì 9 alle ore 19 convochiamo in Comune i ragazzi vittime e le loro famiglie, per valutare un percorso di supporto psicologico. È indispensabile che sia condiviso con i genitori». 

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