Sassuolo, 48enne a processo per violenza: «Ha tentato di baciare la bimba»
La 12enne ha riferito di un bacio sulla bocca. Lui: «Non è vero»
SASSUOLO. L’accusa è pesantissima: violenza sessuale aggravata su una bambina, 12enne all’epoca dei fatti. Adesso l’uomo, un conoscente di famiglia, ne risponderà a processo, davanti al collegio dei giudici. Si proclama del tutto estraneo alla vicenda.
L’episodio
È avvenuta a Sassuolo, all’interno della comunità ghanese, nel settembre 2024. I contorni sono tutti da chiarire e approfondire, ma da una prima ricostruzione, risulta che sia andata così. La 12enne ha riferito che un conoscente di famiglia – un 48enne anche lui ghanese – mentre si trovavano a casa di lei avrebbe tentato di baciarla sulla bocca. Il nucleo famigliare della bambina era seguito da tempo dai servizi sociali, per diverse problematiche. Quel giorno la 12enne dopo l’episodio è corsa in strada a chiedere aiuto, incontrando un esponente della comunità ghanese, a cui ha riferito che avevano tentato di baciarla. Poco dopo è arrivata anche l’assistente sociale, a cui la bambina ha confermato l’accaduto. L’assistente ha quindi chiamato i carabinieri che, informati di ciò che era successo, da quel momento in avanti hanno proceduto d’ufficio, trattandosi di violenza sessuale su minorenne.
La battaglia legale
La 12enne è stata sentita da una psichiatra in audizione protetta: da quanto trapelato, pare che siano state rilevate delle incongruenze nella ricostruzione della bambina, e una sua predisposizione a indicarsi come vittima in diverse situazioni. Però lei ha ribadito il tentativo dell’uomo di baciarla, pur specificando che lo aveva fatto senza nessuna costrizione. E ha aggiunto di non ricordare altro. Ha indicato il fratellino di 8 anni come testimone dell’accaduto, ma vista l’età, lui non è stato sentito dagli inquirenti. Il 48enne, assistito dall’avvocato Elisabetta Panciroli di Reggio, ha sempre proclamato la sua innocenza, dicendo in sostanza che la bimba si è inventata tutto e che non è credibile nella sua ricostruzione. I genitori della bambina non volevano sporgere denuncia contro l’uomo, ma come detto si è proceduto d’ufficio. Ieri il giudice lo ha rinviato a giudizio: comparirà a febbraio davanti al collegio del giudici.l
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