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L’intervista

Migliore chef donna al mondo, Jessica Rosval si racconta: «Modena è la mia vera casa»

di Ginevramaria Bianchi
Migliore chef donna al mondo, Jessica Rosval si racconta: «Modena è la mia vera casa»

La canadese alla guida del ristorante Al Gatto Verde, dopo essere stata eletta miglior chef donna al mondo, celebra la città che l'ha accolta e fatta crescere negli anni: «Qui ho trovato ispirazione, persone straordinarie e il mio mondo»

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MODENA. Jessica Rosval ci risponde al telefono mentre sta per imbarcarsi sul volo che la riporterà a Modena. Sono passate quasi 48 ore dalla nomina di migliore chef donna del mondo al teatro Municipal di Lima, in Perù, durante la cerimonia dei The World’s 50 Best Restaurants. Ma la chef canadese d’origine e modenese d’adozione ha un solo pensiero: tornare nella città che considera ormai casa sua perché «l'ha accolta» e «le ha dato l'ispirazione per arrivare dove è arrivata». Mentre ci parla, la sentiamo ancora stupita, quasi incredula, per un riconoscimento ricevuto dopo appena tre anni dall'apertura di Al Gatto Verde. Le chiediamo di usare una sola parola per descrivere come si sente, e lei non ha bisogno di pensarci troppo: «Emozionata», dice.

L’intervista

Rosval, come sta?
«Sto ancora cercando di capirlo. È una cosa incredibile. In queste ore sto sentendo arrivare un affetto enorme da tutto il mondo gastronomico. Mi colpisce tantissimo vedere quante persone siano interessate a quello che facciamo, quante arrivino fino a Modena per conoscere il mio ristorante. Per un locale aperto soltanto tre anni fa questo risultato è qualcosa di meraviglioso. Sono davvero grata per tutto questo amore».
Quando ha aperto Al Gatto Verde, avrebbe mai immaginato di arrivare così lontano in così poco tempo?
«No, assolutamente. Essere a un evento di questa importanza dopo appena tre anni dall'apertura è qualcosa che non avrei mai potuto immaginare. Figuriamoci avere un riconoscimento. Posso dire solo che è stato il risultato di tanto lavoro, di tanta passione. In questo momento penso soprattutto ai ragazzi del mio staff: sono felicissima che tutto il loro impegno sia stato riconosciuto».
Eppure il titolo porta il suo nome. Che effetto fa essere una donna premiata ai vertici di un mondo ancora così maschile?
«È una grande soddisfazione, ma anche un'occasione per parlare di qualcosa che per me è importante. La cucina è ancora un ambiente prevalentemente maschile. Se guardiamo ai ragazzi e alle ragazze che iniziano a lavorare nei ristoranti, vediamo una situazione abbastanza paritaria. Ma quando si sale di livello, quando si guarda a chi guida le cucine e diventa chef, le cose cambiano. Le donne sono ancora meno del 10 per cento. Dobbiamo chiederci perché».
Glielo chiediamo allora: perché?
«C'è un problema nella struttura stessa della ristorazione. È un modello che per tanto tempo non ha considerato le esigenze di una donna, soprattutto quando desidera avere una famiglia. Gli orari, l'organizzazione del lavoro, la mancanza di flessibilità. Dobbiamo trovare un modo diverso di gestire i ristoranti, che permetta anche alle persone con figli di lavorare e di esserci per la propria famiglia. E dobbiamo parlare molto di più degli uomini. Non possiamo continuare a pensare che la cura dei bambini sia una responsabilità solo delle donne. Anche gli uomini devono essere incoraggiati a prendersi del tempo, a partecipare alla crescita dei figli. È un cambiamento che dobbiamo fare tutti insieme».
Come torna a Modena?
«Grata. Modena è il posto in Italia in cui mi sono sempre sentita a casa. Mi sono innamorata delle piccole cose, di quello che vedo quando mi sveglio, delle persone, dei prodotti, degli ingredienti. È un territorio che ogni giorno continua a darmi ispirazione e che cucino con grande rispetto».
Massimo Bottura ha condiviso pubblicamente la sua gioia per questo premio. Da allieva fino a diventare collega: cosa vi lega oggi?
«Un grande affetto, tant’è che a Lima eravamo a festeggiare insieme a tanti altri chef. Lavoriamo insieme da tredici anni, abbiamo condiviso un percorso lunghissimo e siamo molto legati. Per me questo riconoscimento è anche un premio per tutta la Francescana Family: sono persone meravigliose, con cui ho avuto la fortuna di lavorare e crescere».
Dopo un riconoscimento internazionale, viene naturale chiedersi che cosa succederà adesso al suo ristorante
«Questo premio ci offre una possibilità ancora più grande di comunicare al mondo quello che facciamo, le nostre passioni, le nostre idee. Vogliamo continuare a cercare, a sperimentare, a rendere la cucina uno spazio di libera espressione. Il prossimo menu sarà pronto all'inizio del 2027. Non posso dire ancora molto, ma aspettate e vedrete».
Adesso la aspettano a Modena «Sì, voglio tornare, stare con i ragazzi, e condividere con loro tutta questa felicità. Poi ci rimetteremo ai fornelli». 

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