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Le testimonianze

«Qui la situazione peggiora di giorno in giorno»: paura e degrado nella zona stazione

«Qui la situazione peggiora di giorno in giorno»: paura e degrado nella zona stazione

Dalle vie Crispi e Dell’Abate a piazzale Natale Bruni, il racconto di commercianti e residenti: «Spaccio, bivacchi e paura. I bambini non possono nemmeno scendere a giocare».

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MODENA. Alle cinque del mattino, quando buona parte della città ancora dorme, Hanna è già al lavoro. Da due anni gestisce il Caffè al Volo, al civico 19 di viale Crispi, a pochi passi dalla stazione. Ha scelto di aprire qui perché i locali costavano meno che altrove. «Io qui mi sento protetta, come alla frontiera», dice da dietro il bancone. Non ha mai avuto problemi, assicura. Ma basta spostarsi di poco perché il racconto cambi. «Da questa parte è tranquillo, dall’altra e in via Dell’Abate è un inferno». Sul telefono mostra i video di persone sdraiate sotto i portici in condizioni disperate. Un’altra, visibilmente sotto l’effetto di droghe, fatica a reggersi in piedi. «Guarda, sembra uno zombie». Alle 18 abbassa la serranda.

Lo choc dopo l'aggressione

È proprio in via Crispi, giovedì, che una donna di 41 anni ha tentato di rapinare tre persone, una 31enne e due minorenni, minacciandole con il frammento di uno specchio. Una delle vittime stava andando a fare colazione al bar Why Not, prima di raggiungere Iscom Formazione Modena per frequentare un corso per diventare operatrice sociosanitaria. La responsabile è stata poi arrestata dalla polizia. Un episodio che inevitabilmente riporta l’attenzione su una zone dove, a sentire chi ci abita e lavora, la situazione continua a peggiorare.

Al Caffè al Volo c’è anche Pietro. È originario di Palermo e da quattro anni vive in via Dell’Abate insieme al cugino. «È uno schifo. Voglio trovare casa da un’altra parte», dice. «La situazione è peggiorata. Prima non c’era tutto questo spaccio». Il problema è soprattutto la sera. «I bambini non possono nemmeno scendere a giocare».

Da viale Crispi a piazzale Natale Bruni sono pochi passi. Qui Ilaria Stefanelli, titolare di Ilaria’s Svapo House, parla di «un degrado sociale ormai avanzato». «La gente fa i bisogni dietro le macchine in pieno giorno». L’altro giorno, qualcuno ha fatto pipì sul suo sportello, vicino al DiPiù. «Le prostitute ci sono ma sono discrete, non creano problemi». Racconta delle poche luci nel piazzale, della scarsa visibilità. Ma soprattutto della paura. «Quando esco di casa la mattina non mi sento sicura». Non è soltanto una questione della zona stazione, precisa. «Credo che la gente abbia paura in generale, in tutta Modena. Io potrei chiudermi dentro il negozio, ma non lo faccio. Cerco di non pensare al peggio. Come farei, altrimenti, ad affrontare la giornata di lavoro?».

Un cliente ascolta la conversazione e interviene. «Manca il controllo del territorio. E poi queste persone sanno di non rischiare niente. Le prendono e dopo due giorni sono di nuovo qui».

La paura è tanta

C’è chi, invece, ha paura persino di uscire di casa per buttare la spazzatura. È una residente della zona tra via Paolo Ferrari e via Piave, dove abita dal 2018. Chiede di non pubblicare il suo nome. Racconta di movimenti sospetti, persone che stazionano in strada fino a notte inoltrata e automobili che, a suo dire, si fermano per scambiare droga. «Ho chiamato anche la polizia, ma poi tutto ricomincia. A noi residenti dicono che dobbiamo collaborare, perché da soli non possono fare niente. Fatto sta che qui, dalle cinque del mattino fino a notte fonda, non c’è pace. Anche stanotte l’allarme ha continuato a suonare».

In piazzale Natale Bruni, intanto, Gloria Marinelli è ancora alle prese con gli scatoloni. La vicepresidente dell’associazione Via Piave & Dintorni ha lasciato da poco lo storico chiosco di viale Caduti in Guerra per trasferirsi nei locali dell’ex ferramenta. Un trasloco contestato a lungo dall’associazione, che dal chiosco poteva tenere sotto osservazione buona parte del piazzale, il retro del Tempio e viale Crispi. «Devo ancora sistemare l’arredamento, aspetto che venga un amico a darci una mano. Ma siamo operativi». E le segnalazioni non si sono fermate. «Si stanno avvicinando anche residenti che prima non venivano al chiosco».

Gloria, che da anni raccoglie le segnalazioni di residenti e commercianti per trasmetterle alle forze dell'ordine, non vede miglioramenti. «La situazione peggiora di giorno in giorno. Ce n’è di ogni: bivacchi, spaccio, prostituzione, consumo di crack». Negli ultimi mesi ha notato anche comportamenti che le fanno sospettare la presenza di altre sostanze stupefacenti, peggiori del crack. «È soltanto un sospetto, per il momento non voglio sbilanciarmi», precisa.


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