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Flora Tabanelli: «Così ho conquistato il bronzo. Poi mi squilla il telefono: è Tomba»

di Enrico Ballotti

	Il selfie di Flora Tabanelli sul podio olimpico
Il selfie di Flora Tabanelli sul podio olimpico

L’atleta 18enne ha portato l’Appennino modenese sul podio olimpico di Milano-Cortina con un ginocchio ko: «Federica Brignone una ispirazione. L’ultimo salto? È stato veramente bello»

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LIVIGNO. Un tutore di titanio per preservare il ginocchio, una medaglia olimpica, Federica Brignone, Alberto Tomba. Sono queste le parole chiave che raccontano alla perfezione (sì, alla perfezione) il day after di Flora Tabanelli. Il day after, il giorno dopo, di una storica medaglia olimpica. L’atleta del nostro Appennino – Fanano? Sestola? Tutte e due, ma a questo punto definiamola modenese a tutto tondo – racconta così del bronzo nel Big Air freeski conquistato a Livigno.

Dall’infortunio e al bronzo

«Questa medaglia di bronzo vale come un oro – sgombra subito il campo Flora – Per gli ultimi mesi complicati che ho passato, è stata una delle sfide più difficili. Dimostrare quella che sono e ciò che so fare, nonostante l'infortunio, è unico e speciale». La 18enne, infatti, aveva riportato – proprio lo scorso novembre – la lesione del legamento crociato del ginocchio destro. Un grave infortunio che l’ha costretta a utilizzare un tutore protettivo. «Tanti mi sono stati vicini, avere il supporto di tutti è unico. Questa mattina mi ha chiamato Alberto Tomba, è stata una delle chiacchierate più interessanti. Anche Federica Brignone mi ha fatto i complimenti, non me lo sarei mai aspettato. Alberto mi ha fatto dei... super complimenti». Flora, e qui torniamo all’infortunio di cui sopra, ha fatto poi il punto sul suo problema al ginocchio dopo la lesione al crociato destro rimediata a novembre: «Come sto? In realtà benissimo. In questi ultimi giorni sono arrivata all'apice delle mie abilità. Ho recuperato tutto il muscolo e ancora non tutta la mobilità, però funziona bene. A marzo mi opererò», ancora le parole della medaglia di bronzo di Milano-Cortina.

Alberto Tomba e Federica Brignone

«Uno dei messaggi che mi ha fatto più piacere? Questa mattina mi ha chiamato Alberto Tomba. Mi ha fatto dei super complimenti. È stata una delle chiamate più interessanti di tutte. E poi mi ha scritto Federica (Brignone, ndr)». Tabanelli e Brignone che, tra l’altro, hanno condiviso fatiche e speranze al J Medical di Torino. L’obiettivo per entrambe? Il recupero per queste Olimpiadi. Missione compiuta.

Il futuro di Flora

«Medaglia così giovane è simbolo di riscatto generazionale? Non ci ho pensato. Vedere gente un po' più grande di me conquistare podi su podi è qualcosa che mi ispira. Arrivare a una certa età e fare una medaglia olimpica è traguardo al quale punto anche io. Adesso è il momento in cui mi sto divertendo e sto cercando di dare me stessa nelle gare. E sono fiera di questo risultato». Così Flora Tabanelli a Casa Italia.

L’ultimo, clamoroso, salto

«Quell’ultimo salto? È stato veramente bello perché quel salto l’avevo provato l'anno scorso. Non l’avevo atterrato bene, peraltro. Volevo farlo, cioè era un’Olimpiade. Ho detto: “Lo faccio adesso. Se va bene andrà benissimo e se no sono contenta lo stesso perché ci ho provato”. Ne ho parlato con Valentino (Mori, il suo tecnico, ndr). Mi ha detto di provarci, ovviamente. Ho dato veramente tutto. Ho l'immagine stampata in testa di quando sono sul kicker e spingo per fare quel trick, ho davvero dato tutta me stessa», spiega Flora. Dettagli tecnici? Sì, forse non abbiamo capito… In tutto questo, però, una cosa è certa: Flora, sei grande!

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