Modena, sei punti per il sesto posto ma da attacco e difesa serve di più
Blindare la posizione garantirebbe un certo vantaggio nella prima fase dei playoff
MODENA. Maledetta sosta. Riducendo tutto ai freddi numeri, viene da dire proprio così. Il fatto è che a tre turni dalla fine il cerchio si stringe e sono proprio i calcoli a guidare i destini, tracciati sì nei mesi scorsi ma che ora, inesorabilmente, si compiono.
Due vittorie
Sono quelle che servono al Modena per avere la certezza, a prescindere da tutto, del sesto posto che porta con sé vantaggi irrinunciabili nei playoff. Sei punti da qui alla fine e la formazione di Sottil potrà ignorare i risultati della Juve Stabia che insegue a tre lunghezze.
Monza fuori casa, derby interno con la Reggiana e Avellino al Partenio per il Modena; trasferta a Pescara, Frosinone in casa e chiusura a Bolzano per le vespe di Abate che nello scontro diretto di Catanzaro hanno mostrato una vitalità che va oltre i gravi problemi societari. Due calendari quasi a specchio ma i gialli hanno il vantaggio degli scontri diretti coi campani e questo ora ha un peso: in un arrivo a pari punti Gerli e compagni resterebbero davanti. Il Modena di oggi però non sembra più quello di un mese fa. Prima della sosta di fine marzo erano arrivati un pareggio (col Cesena) e due vittorie (con Spezia e Mantova) con un unico gol incassato; dopo la pausa, due soli punti in quattro gare (recupero compreso), con cinque gol segnati e ben otto subiti.
La differenza sta qui, in un dato che è lontanissimo dal rendimento difensivo che ha contraddistinto il percorso dei canarini in questo campionato. Perché, al contrario, il ruolino offensivo resta invece un limite costante di questa squadra che la partita col Frosinone non ha fatto altro che confermare. Infatti, il gap tra il Modena e chi sta davanti è racchiuso proprio nei numeri dell'attacco che è pur sempre il settimo migliore della B alle spalle delle prime cinque più il Pescara che è decollato con Insigne. Il problema non è creare i presupposti ma realizzare le premesse ed è questo che ha tolto ai gialli prospettive più profonde ed importanti.
Pensare al qui e ora
Ormai è andata, bisogna pensare al presente. Al qui ed ora per dirla con Velasco che di momenti topici è uno che se ne intende parecchio. Le cause del calo di rendimento difensivo sono molteplici, contingenti e pure fisiologiche. Assenze ma soprattutto la flessione di alcuni giocatori-chiave hanno inciso sulla solidità arretrata e non solo quella dei difensori ma anche dei centrocampisti. Tonoli e Nieling sono un po' meno cannibali, il ruolo di centrale è in cerca di un titolare, Zampano soffre mentre Bayuku è in perenne rullaggio e non decolla; il quadro del momento è chiaro ed è reso più evidente dagli affanni della mediana che ha in Santoro e Gerli i giocatori più presenti e nell'assenza di Sersanti il punto-G del problema perché si tratta del giocatore tatticamente più importante. Adesso però conta la sostanza. Dove cercare queste due vittorie? Il derby casalingo è un imperativo per molti altri motivi oltre alla classifica; i tifosi canarini hanno la memoria lunga e un conto sportivo da regolare. Fu proprio sul crollo e la resa in quel derby di un anno fa che la società prese la decisione di dar corso ad una profonda rivoluzione tecnica e caratteriale. Tra due settimane il Modena potrebbe essere una sentenza per i granata. Per il resto, potrebbe anche bastare il sempreverde “primo non prenderle”. Non ci sarebbe nulla di cui vergognarsi visto che solo la praticità è in grado di far quadrare i conti.
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