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La rinascita dei Miners: così Fanano sogna nuove vittorie

di Gaetano Cervone

	Nello spogliatoio dei Fanano Miners al debutto in campionato amatoriale (Foto Nevent)
Nello spogliatoio dei Fanano Miners al debutto in campionato amatoriale (Foto Nevent)

Dopo cadute e addii eccellenti, il gruppo riparte entusiasta con giovani talenti e il sostegno di tutto il paese

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Da queste parti sono abituati a non mollare. Non si cede di un centimetro. Si avanza finché non si arriva all’oro. D’altronde è scritto sulla balaustra del Palaghiaccio: “We are Miners”. Non c’è un angolo delle bande che non raffiguri i giallo-blu in pista. Sia all’interno che all’esterno. Il logo accoglie invece all’ingresso degli spogliatoi. Bastano allora pochi minuti per capire cosa rappresenti l’Hockey sul ghiaccio per Fanano. Perché in un comune di 3 mila abitanti giochi l’unica squadra di Hockey dell’intera Emilia-Romagna. E l’unica sotto il Po. Va bene, c’è il Palaghiaccio con una pista olimpionica. A 3 anni si è già sui pattini. Ma non è solo questo. Le infrastrutture aiutano. Favoriscono. Invogliano. Ma ci vuole dell’altro. «Se non eravamo Miners forse avremmo già mollato perché situazioni che ci hanno messi davanti a un bivio, reagire o sparire, ne sono capitate» ammette Mattia Piccinelli, capitano dei Miners e presidente di quella Polisportiva Fanano che con 200 tesserati tra artistico e hockey consente di pattinare dai 3 ai 75 anni. “We are Miners” non è solo lo slogan sulla balaustra. È un monito. Quasi un destino. Di sicuro un omaggio al fananese Felice Pedroni che emigrato in America divenne uno dei più importanti ricercatori d’oro a cui si deve anche la fondazione – nel 1902 – della città di Fairbanks dopo il ritrovamento del filone aurifero più importante dell’epoca. Oggi Fairbanks è la seconda città più grande dell’Alaska ed è la “sister city” di Fanano: «L’attuale società Miners è nata nel 2016 dopo il nostro viaggio in Alaska nell’ambito delle iniziative legate al gemellaggio – racconta Mattia – Prima eravamo club hockey Fanano ma dopo quell’esperienza nella patria dell’Hockey abbiamo avuto l’idea di omaggiare anche in questo modo il nostro concittadino». La storia che insegna. Che si ripropone. Che si omaggia. E la storia dell’Hockey a Fanano che cambia. I ragazzini delle giovanili diventano adulti. Ma soprattutto bravi. Nelle serie amatoriali si esce vincitori contro i giganti del Nord Italia. Arrivano allora sponsor importanti. Ares in testa. Si investe. E tanto. Si partecipa per la prima volta alla serie C dei campionati federali. Si ingaggiano campioni. Siamo nel 2022, è il momento più alto della storia dell’Hockey a Fanano. Ma più si va in alto più la caduta può essere burrascosa. È quello che accade. Il progetto salta. Ferita aperta Per Fanano è ancora una ferita aperta. Che brucia. Anche perché la squadra rischia di sparire. È il primo bivio: «Per la nuova stagione 2023-24 eravamo in pochi, tanti che in serie C non giocavano tanto si allenavano più, decidemmo comunque di iscriverci al campionato amatoriale». Ma i risultati non arrivano. Ultimi in classifica. A Fanano arriva però l’attuale tecnico Valeriy Plotyanskiy: «Allenamenti molto faticosi, in pochi reggevano questo ritmo». Ma non si arretra. Le cose non vanno meglio l’anno successivo. Arriva poi l’estate 2025. Altro bivio: «A Bomporto per allenarci eravamo in otto e ci siamo detti: ci fermiamo del tutto o andiamo avanti come si deve? Ma noi siamo Miners…». Con Mattia ci sono Davide Muzzarelli, Elia Barili e Tommaso Cavallini. Nella stagione in serie C hanno brillato e così il Padova li ha voluti in squadra tra i professionisti. Ma hanno deciso di tornare per essere protagonisti della rinascita dei Miners. Ci sono anche i ragazzi di Merano. La squadra c’è. La Lega Hockey Libertas fascia A parte sabato 8 novembre. Sugli spalti ci sono oltre 300 persone. Sciarpe. Bandiere. Ma l’entusiasmo e una grande prova non bastano. Il Real Torino vince 5 a 3. Due settimane dopo arriva la trasferta a Varese contro i campioni in carica della Crazy Beers, si esce tra gli applausi ma con un’altra sconfitta (4-2) . Con zero punti in classifica e decimati il calendario riserva ai Miners un’altra brutta sorpresa: l’ostica trasferta ad Assago contro i Fighters. Un nuovo bivio Arriva la sconfitta più pesante (9-1) e un nuovo bivio: “Può sembrare strano ma anche da quella sconfitta siamo usciti con la consapevolezza che eravamo in forma, che presto le vittorie sarebbero arrivate”. E infatti nessuno arretra. Lo spirito è quello. Anche in tribuna: “We are Miners” accoglie la Hc Vikings sabato 20 dicembre tra sciarpe e bandiere giallo-blu e con un roboante 10-2 inizia l’epica rimonta con una striscia di 4 vittorie consecutive che porta i Miners ai play-off. Ma sabato 16 maggio a Varese non ci sarà il portiere Davide Muzzarelli. E con il Palaghiaccio in “pausa estiva” la squadra è costretta ad allenarsi a Bomporto. Insomma: le sfide e la fatica non finiscono mai. «Ma a breve partiranno i lavori al Palaghiaccio che permetteranno di allungare la stagione di apertura da 6 a 8 mesi – assicura Stefano Muzzarelli, sindaco di Fanano e soprattutto ex-giocatore dei Miners – Non abbiamo la possibilità di ricostruire il Palaghiaccio daccapo, possiamo soltanto investire in maniera intelligente chiudendo la struttura ai lati». Un milione e 700 mila euro le risorse stanziate tra Comune, Regione e Governo, l’apertura del Palaghiaccio sarà garantita anche con i lavori in corso: «Quando giocano i Miners le tribune sono piene, sfido chiunque a trovare uno stadio di calcio da queste parti con centinaia di spettatori per ogni gara. La forza di Fanano è che ciascuno fa bene la propria parte, è un gioco di squadra dove manca solo un tassello, ma importante, uno sponsor che ci permetta di tornare nelle serie professionistiche avviando un progetto sportivo importante». Non si arretra di un centimetro. Ma con uno sponsor si potrebbe andare più veloci. l © RIPRODUZIONE RISERVATA

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