Gazzetta di Modena

Sport

Modena Calcio
L'apprensione

Ore d’ansia per Romano Amadei: è ricoverato in Rianimazione

Ore d’ansia per Romano Amadei: è ricoverato in Rianimazione

Il patron della Reggiana ed ex presidente del Modena, fondatore e proprietario di Immergas, ha accusato un malore e si trova in gravi condizioni all'ospedale di Parma

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Sono ore di profonda ansia per il patron della Reggiana ed ex presidente del Modena Romano Amadei, fondatore e proprietario dell’azienda Immergas, che dal pomeriggio di sabato 1 agosto si trova ricoverato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Maggiore di Parma.

Il malore e il ricovero

Amadei, 87 anni festeggiati il 2 luglio scorso, era andato al funerale di un amico quando ha accusato un malore ed è caduto a terra. Subito soccorso dai presenti e poi dal personale medico inviato sul posto dal 118, l’imprenditore è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di Parma. Il patron della Reggiana era già stato ricoverato il 25 novembre del 2021 all’ospedale di Parma per un malore accusato alla vigilia della partita interna dei granata contro il Rimini e, per fortuna, dopo diciotto giorni aveva fatto ritorno a casa. Venerdì scorso Amadei aveva assistito a Toano all’ultima amichevole della sua Reggiana contro il Lentigione, seduto accanto a Doriano Tosi e Ivano Vacondio. Il patron a fine partita aveva scambiato qualche battuta con i giornalisti mostrando come sempre la sua verve ironica e anche una certa saggezza calcistica. Era apparso in grande spolvero e di buon umore, per aver trascorso un pomeriggio al fresco.

La storia di Amadei al Modena/1

Romano Amadei è legato al Modena dal 2001, quando prelevò il 50% del Modena dagli eredi di Gigi Montagnani, scomparso nell'estate 2000 dopo aver benedetto la Longobarda in partenza per Pieve di Cadore. Il Modena passò agli eredi che, assieme a Margherita Gatti, compagna di Montagnani, e al figlio Fabrizio Becchi, assegnarono la presidenza prima a Paolo Manfredi poi a Massimo Montagnani. Margherita a parte, però, non c'era voglia di continuare. Doriano Tosi, che assieme a Montagnani partorì una delle squadre più forti e vincenti della storia gialloblù, intuì il problema. Cercò di coinvolgere Romano Sghedoni, ma alla fine trovò l'aiuto di Romano Amadei, suo datore di lavoro all'Immergas. Nel gennaio 2002 Romano Amadei comprò tutto tenendo al suo fianco Giancarlo Guidi con uno 0,30%. Tosi era la mente, De Biasi il braccio e sul campo c'era una squadra che stava volando. Il primo divorzio da Tosi creò le premesse per il ritorno tra i cadetti dopo una straordinaria salvezza conquistata a Brescia nel primo anno di A.

La retrocessione, però, arrivò nel 2003/2004 con una squadra da Uefa. Amadei richiamò Tosi e riprovandoci con Pioli in panchina: il primo anno mancò i playoff di un soffio, il secondo li centrò perdendo la semifinale col Mantova. Arrivò così un nuovo divorzio con Tosi provocato dall'arrivo di Luca Baraldi, scelta che Amadei non avrebbe rifatto. Il “progettone” naufragò, infatti, assieme alle ambizioni del Modena che riuscì ad esaltarsi solo per le salvezze ottenute con Mutti e Apolloni. Ma il Modena stava diventando progressivamente una bella scopa senza il manico: Romano Amadei, pur continuando ad onorare tutti gli impegni economici, tra cui quelli col Comune per il Braglia trasformato grazie alla spinta del patron in uno degli stadi più funzionali d'Italia, iniziò la fase di allontanamento. Dopo una serie di trattative più o meno credibili, sembrò nascere una formidabile alleanza con Romano Sghedoni e la Cpl: ma crollò tutto. Cpl, però, rimase, acquistando il 22,5% del Modena e rafforzandosi all'interno con Marchesini della Wam, i fratelli Galassini di Usco e l'ing. Pietro Ferrari. Nacque Ghirlandina Sport, spettatrice del flop della trattativa Amadei-Cavagna, per poi diventare proprietaria del 49,6% assumersi l'onere della programmazione e della gestione sportiva. Ghirlandina acquisirà il 50,1% da Amadei: una formalità che espleteranno Fulvio Martini e Maurizio Rinaldi. Romano Amadei lasciò così dopo un divorzio travagliato con la tifoseria, pur lasciando la sua firma in calce ad uno dei periodi più fulgidi della storia canarina. Erano i primi giorni di gennaio del 2011. Ma non furono gli ultimi in gialloblù.

La storia di Amadei al Modena/2

A maggio 2018, infatti, fu la società sportiva Pro Modena (promossa da Romano Amadei, Romano Sghedoni, Carmelo Salerno e Doriano Tosi) quella indicata dal Comune di Modena alla Figc e alla Lega nazionale dilettanti in rappresentanza della città, ai fini dell’ammissione al campionato di calcio 2018/2019, dopo il fallimento della gestione Caliendo. Un’avventura durata poco più di un anno: dopo la mancata promozione diretta e il ritorno in C solo grazie al ripescaggio, Amadei trasferì tutta la sua partecipazione (il 25 per cento delle quote del club gialloblù) a Romano Sghedoni. Da un Romano all’altro, per un Modena che si ritrovò Amadei avversario di là dal Secchia alla luce del clamoroso trasloco alla Reggiana con Carmelo Salerno e il fidato braccio destro Doriano Tosi.l

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google