Così Belotti cambia il Modena: perché il “Gallo” sarà decisivo
Doveva rientrare a ottobre e invece Galloppa lo ha buttato subito nella mischia con il Sudtirol
MODENA. Su la cresta! Il Modena dal Druso si è portato a casa un pareggio pesante. Va infatti ricordato che il Sudtirol non aveva perso ancora nemmeno un punto sulle tre gare su quattro giocate in casa, aveva subito un solo gol e su rigore e, oltre tutto, dei sei segnati quattro gli altoatesini li avevano fatti nella ripresa a tempo ormai scaduto o agli sgoccioli, dall'85' in poi.
L’azzurro è in notevole forma
Un punto che vale tanto, che ha allontanato una crisi di nervi che sarebbe stata inevitabile dopo due sconfitte, arrivato in una gara sì non brillante ma che ha pure offerto molti spunti positivi. La volontà di rimediarla messa in campo nella ripresa è stata una riprova del carattere della squadra, così come le tante e differenti soluzioni offensive che il Modena è in grado di percorrere rappresentano un patrimonio tecnico che nessuna delle precedenti squadre dell'era Rivetti aveva a disposizione.
Soprattutto però, dalla gara col Sudtirol il Modena e suoi tifosi si sono portati a casa i venti minuti abbondanti di Andrea Belotti. Qualcuno ha calcato la mano in modo inopportuno su quell'occasione mancata dal Gallo per un ritardo all'appuntamento con la palla crossata da Ambrosino; nelle prossime settimane, c'è da scommetterlo, il centravanti bergamasco ritroverà puntualità appena arriverà la condizione ideale.
La forma dell'azzurro campione d'Europa però è già notevole e certi timori sulle sue condizioni generali sono stati spazzati via da uno spezzone che ha permesso di intuire anche il peso psicologico che la presenza di Belotti potrà avere su compagni ed avversari. Più di tutto però c'è un discorso tecnico che diventerà preponderante. L'inserimento di un giocatore con le caratteristiche di Belotti innesca un meccanismo che a Bolzano si è già potuto apprezzare.
Una soluzione in più per l’attacco
Dal falso nueve al nove vero e tutto cambia. Da Ambrosino, sin qui superlativo in questo avvio di campionato, a Belotti che consente proprio al talento napoletano di mostrare la sua duttilità. Spostandosi dalla zona centrale e facendo saltare tutte le misure già prese dalla difesa avversaria, l'ex frusinate ha sfruttato quell'attenzione degli avversari improvvisamente catalizzata su di sé dal Gallo. Sulle qualità da bomber c'è poco da verificare dal momento che quegli oltre 150 gol segnati in serie A sono una garanzia.
L'arrivo di Belotti non è stata una scelta dell'ultimo istante legata all'uscita di Mendes. Sull'ex di Torino, Fiorentina e Cagliari, Nereo Bonato e Andrea Catellani, ma anche Galloppa e il suo staff, lavoravano ormai da inizio agosto a riprova che dietro a questa operazione di mercato c'era una precisa strategia tecnica della quale per la prima volta si sono colti i contorni proprio nella partita del Druso.
E Montevago? Qualcuno ha ironizzato sugli spazi ridotti che restano all'ex perugino senza però andare a fondo di una situazione che offre oggi al ventitrenne attaccante un'occasione di crescita straordinaria al fianco di un simile attaccante del quale ha in comune diverse caratteristiche fisiche e tecniche.
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