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Carpi riacciuffato dal Novara, Cassani: «Manca la cattiveria»

di Fabio Garagnani

	Casarini trasforma il calcio di rigore a Novara (Foto: Alessandro Torelli)
Casarini trasforma il calcio di rigore a Novara (Foto: Alessandro Torelli)

L’ex Casarini ribalta lo svantaggio iniziale, al 90’ la rete del 2-2 di Da Graca

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NOVARA. Il Carpi butta via all’ultimo minuto la possibilità di espugnare il “Silvio Piola”, dopo essere riuscito a raddrizzare un primo quarto d’ora da incubo: un gol incassato dopo appena 34 secondi, la

perdita di Gatti dopo soli 120 e la rete del pareggio di Carcani cancellata dall’intervento dell’Fvs. Protagonista del ribaltone è invece il carpigiano Casarini, autore della doppietta che lo ha portato a quota 10 gol in biancorosso.

Un delizioso pallonetto allo scadere del primo tempo e un calcio di rigore in apertura di ripresa sembravano aver impresso alla partita la svolta decisiva. Sembravano. Perché nel finale Da Graca ha  trovato il pareggio, quando il Carpi pareva avere la gara in pugno.

Inizio shock

In avvio Gatti va al centro della difesa, il rientrante Cecotti a sinistra, Vitale alle spalle di Carcani. Passano 34 secondi, e il Novara è già avanti: penetra come una lama nel burro nello schieramento

biancorosso, Donadio brucia Desole e infila Scacchetti da due passi. Ne passano appena 120 e Gatti è costretto ad alzare bandiera bianca: problema al quadricipite sinistro. Non basta. Al 16’ il Carpi trova il pari, ma l’Fvs glielo toglie per un fuorigioco giudicato attivo dell’autore del gol, Carcani, sull’originario passaggio di Vitale per Cecotti, poi deviato dai difensori piemontesi.

Ce ne sarebbe abbastanza per abbattere un elefante. Il Carpi, invece, reagisce. Evita il patatrac grazie a un’uscita di Scacchetti su Donadio e al 36’ trova il pareggio. Astrologo disegna un lungo lancio, Casarini ci si fionda, prende il tempo a Lartey e, da posizione defilata, inventa in corsa un pallonetto. La palla si spegne in rete: 1-1.

Casarini fa doppietta

Entrano subito Figoli e Vaglica, ma il secondo tempo è il contraltare del primo e dopo appena 3 minuti l’Fvs restituisce: Vitale crossa, Khailoti tocca con il braccio. L’arbitro lascia correre, ma Cassani  chiede la revisione che cambia la decisione: rigore. Sul dischetto va Casarini. Freddo e preciso. Doppietta e quota 10 in biancorosso. Da quel momento il Carpi gestisce il vantaggio con giudizio. Tiene palla e sottrae minuti al Novara che aumenta il peso dell’attacco inserendo Zuppel, ma finisce divorato dal nervosismo del “Piola”. La partita sembra nelle mani del Carpi. Bagatti ci prova due volte di  testa, senza forza.

Una punizione defilata, respinta senza patemi da Scacchetti, è l’unico sussulto dei padroni di casa. Fino all’ultimo minuto, quando il Carpi sta ormai mettendo il lucchetto alla partita: Da Graca raccoglie al limite una corta respinta di Bagatti e infila l’angolino. Il Novara pareggia. Il Carpi resta con la beffa tra i denti.

Cassani mastica amaro

Il dopo partita di mister Stefano Cassani è un miscuglio di sentimenti, racchiuso nella metafora di un «bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto». Perché il pensiero torna al gol incassato al 90’. Il secondo in pochi giorni. Prima il Cittadella, ora il Novara.

«In quei momenti – dice il tecnico del Carpi – bisogna avere la malizia e la cattiveria di sporcarla un po’ per farla terminare. Loro si buttano e tu devi riuscire a essere concentrato per tutti i 100 minuti che  ci sono da giocare. Purtroppo, come si è visto nel primo minuto di partita e nell’ultimo, appena abbiamo una mezza defaillance di concentrazione la paghiamo».

Nel bicchiere mezzo vuoto finiscono i gol subiti. Troppi: «Sì, stiamo subendo tanto, anche se allo stesso tempo stiamo segnando molto. Dobbiamo migliorare sui gol che prendiamo più per disattenzione che per problemi di organizzazione. Prendere gol così, al primo secondo, è mancanza di attenzione. E su questo dobbiamo migliorare». E nel mezzo vuoto c’è posto anche per Gatti, costretto a uscire dopo appena 120 secondi dalla prima partita di campionato da titolare.

Il calendario nel mirino

Ma il bicchiere, appunto, è anche mezzo pieno. «Dispiace, perché volevamo portare a casa la vittoria. L’avevamo rimontata ancora una volta, ci eravamo messi davanti e abbiamo continuato a giocare con coraggio, senza paura. Una cosa a cui, in altre occasioni, una volta in vantaggio avevamo rinunciato. Ma stiamo pagando un po’ tutto».

Cassani promuove le seconde linee, ma non lesina perplessità sulla programmazione: «Sono estremamente contento di come hanno risposto ragazzi che stanno giocando meno, come Carcani, Bagatti e Cecotti. Ma quella di giocare a neanche 72 ore dalla gara precedente non l’ho capita. Non mi era mai capitato. Avendo giocato giovedì alle 21, la scelta di giocare domenica alle 14.30 non l’ho capita. Non era facile andare in trasferta dopo sole 65 ore dall’ultima gara».

Infine, sul campionato «estremamente equilibrato» su cui fare bilanci è prematuro: «Sono due anni che frequento questo campionato e porto ancora i segni della passata stagione. Sono 38 partite e sono tutte determinanti. Le prime sei o sette partite possono dare risposte diverse da quelle reali».

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